In fiamme 200 ettari di terreno, i sindaci: “Chi ha visto parli”
Almeno 200 ettari di terreno sono stati divorati dalle fiamme, ma è solo una prima stima. Un vero e proprio inferno sta vivendo la provincia ternana da una settimana. I roghi di Guardea e Montecchio per quattro giorni e quattro notti hanno tenuto impegnati vigili del fuoco, personale Afor, protezione civili e volontari. Ma non è solo questo. In fiamme anche nel Narnese – a Guadamello e a Campo Vallone di Capitone, dove già si erano registrati incendi le scorse settimane – oltre che nell’Orvietano, in località Osarella. Oltre ai vigili del fuoco a terra sono stati necessari diversi lanci d’acqua con i canadair perché i posto non è raggiungibili facilmente. Vigili del fuoco instancabili, con turni massacranti di 36 ore, hanno domato le fiamme con l’aiuto di mezzi e uomini mandati da fuori regione. Per l’incendio di Montebufo è intervenuta anche una squadra da Macerata in località Saccovescio di Preci.
Federico Gori, il sindaco di Montecchio, ha pubblicato diverse foto sui social
“È stata una pagina triste per la nostra Comunità – scrive il primo cittadino -, una di quelle esperienze che non dimenticheremo facilmente. Tutte le cose brutte però lasciano un insegnamento e sono certo che sapremo farne tesoro. Lo faremo, insieme. Abbiamo pagato un prezzo molto alto in termini ambientali e non solo. Al di la della tristezza nel vedere parte del nostro territorio divorato dalle fiamme, vorrei lasciare spazio anche all’orgoglio di vedere un sistema che, al di la di tutto, quando è il momento prova a fronteggiare le difficoltà con tutte le forze. Un grazie di cuore a tutti coloro che si sono adoperati e si stanno adoperando per salvare il salvabile. Istituzioni e cittadini che non si sono risparmiati”.
Anche il sindaco di Guardea, Giampiero Lattanzi si è lasciato andare su Facebook
“Nella storia recente di Guardea, almeno di questo secolo e di quello trascorso, alcuno, a memoria d’uomo, ricorda un incendio di siffatte dimensioni e soprattutto che abbia minacciato seriamente, così da vicino il paese e l’abitato diffuso. Nella giornata di mercoledì abbiamo rischiato l’evacuazione dapprima di Via della Mola e poi del rione Fossato. Se il fuoco fosse arrivato alle prime case, con presenza di bomboloni del gas, cataste di legna ecc… sarebbe stata una catastrofe. Ed é stata evitata solo a pochi metri. Solo il sangue freddo ai limiti dell’ incoscienza di chi doveva decidere, fra l’altro da lontano, e la fiducia incondizionata negli addetti allo spegnimento, hanno impedito che questo avvenisse con gli inevitabili disagi che sarebbero derivati agli sfollati, pur per tempo limitato. Il nostro territorio dopo il passaggio di questo incendio è irrimediabilmente cambiato, notevolmente più povero: di flora, di fauna selvatica. Il paesaggio appare lunare, spettrale, trasformato, tinto di un nero macabro e ci vorranno anni perché tutti torni verde come prima. In tutto questo abbiamo assistito ad uno sforzo corale senza precedenti, per domare l’incendio: gli uomini dei Vigili del Fuoco, impegnati senza sosta per quattro ininterrotti giorni e notti, provenienti da ogni parte d’Italia (persino la colonna mobile di Treviso che era stata impegnata nello spegnimento del grande ultimo incendio a Roma e stava rientrando è stata “deviata” su Guardea per una notte) le squadre dell’Afor, i volontari della Protezione Civile di Guardea mai così coesi ed attivi e mercoledì quelli di Montecchio. La cooperativa oleificio Coldiretti che ha contribuito allo spegnimento nei momenti più preoccupanti. Di norma, nonostante le alte temperature nessun incendio si genera per autocombustione. Vogliamo fortemente augurarci che pur nell’immane danno prodotto l’incendio sia di natura accidentale. Chiediamo che gli organismi preposti, domato l’incendio, facciano chiarezza sull’origine dello stesso. Se dovesse emergere, al contrario, una natura dolosa, chiediamo con forza che venga individuato l’autore e finalmente fatta giustizia. Da anni stiamo assistendo ad una continua violenza perpetrata al nostro territorio, questa volta con pericolo concreto per persone ed abitazioni, senza che i colpevoli paghino. Chiediamo aiuto a tutti. Chiunque abbia visto o abbia il pur minimo elemento concreto è pregato di fornirla, anche nel massimo della riservatezza, agli inquirenti, ai VVFF, ai Carabinieri, ai Carabinieri forestali, al Sindaco, a chi preferiscono. E’ una vergogna che deve finire”, conclude il sindaco Lattanzi.














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