Minacciati con una lama, rubati mille euro in convento
Due malviventi hanno fatto irruzione nel convento di San Bartolomeo, a Foligno, e hanno rapinato due frati, sotto la minaccia di un’arma da taglio. Il colpo è avvenuto domenica, quando i due sconosciuti, a volto coperto, si sono introdotti nella struttura religiosa situata non lontano dallo svincolo della Flaminia che conduce a Sassovivo, approfittando dell’assenza di sistemi di sicurezza dovuta ai lavori di consolidamento post-sisma ancora in corso.
Dopo aver superato il muro perimetrale, scrvie Giovanni Camirri su Il Messaggero di oggi, i due individui si sono mossi all’interno dell’area conventuale con l’apparente intento di compiere un furto. Inaspettatamente, durante la loro ricerca, si sono trovati di fronte due frati. L’incontro ha trasformato i piani iniziali in una rapina a mano armata: i religiosi sono stati minacciati con quella che potrebbe essere stata una lama, forse un coltello o una grossa forbice, e costretti a consegnare il denaro in loro possesso.
Il bottino ammonta a circa mille euro, verosimilmente frutto di offerte raccolte per attività caritatevoli. Dopo essersi impossessati della somma, i due sono fuggiti rapidamente: inizialmente a piedi e successivamente a bordo di un mezzo non ancora identificato, che potrebbe essere un’automobile o uno scooter.
I frati, nonostante il forte spavento, non hanno riportato ferite. Hanno allertato immediatamente le forze dell’ordine, facendo scattare l’intervento dei carabinieri di Foligno, coadiuvati dagli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile. I militari hanno raggiunto rapidamente il convento per i rilievi e hanno avviato una dettagliata attività investigativa.
Sono in corso approfondite ricostruzioni per definire con esattezza la dinamica e il movente del gesto. Secondo le prime valutazioni, si tratterebbe di due soggetti con scarsa preparazione criminale, ma ogni elemento utile alla loro identificazione è oggetto di attenta analisi. Le autorità stanno passando al vaglio le possibili vie di fuga percorse dopo la rapina.
La zona in cui sorge il convento presenta diversi accessi alla Statale, con possibili direzioni verso Nocera Umbra, Spello o Spoleto. Non si escludono percorsi secondari o tratti collinari che potrebbero aver favorito la fuga. Ogni ipotesi viene valutata, così come tutte le testimonianze e i possibili elementi lasciati sulla scena.
Il sopralluogo eseguito nel convento, anche in aree non direttamente interessate dall’aggressione, punta a raccogliere qualsiasi traccia utile. L’azione dei carabinieri si sta concentrando anche su dettagli ambientali e logistici, nella speranza che qualche errore commesso dai rapinatori possa fornire spunti decisivi.
Le indagini prendono in considerazione anche il contesto economico-sociale in cui potrebbe maturare un gesto simile. L’ipotesi che l’irruzione fosse inizialmente un furto, poi degenerato in rapina per la presenza inattesa dei religiosi, viene ritenuta plausibile. Non si esclude che dietro all’episodio vi sia una motivazione urgente, come la necessità di denaro liquido per far fronte a situazioni debitorie.
Nel frattempo, gli inquirenti continuano a raccogliere informazioni. Fondamentale sarà il racconto dei due frati coinvolti, già ascoltati dai militari per una prima ricostruzione dei fatti. Le loro descrizioni e le informazioni fornite potrebbero rivelarsi determinanti nel delineare identikit più accurati dei due rapinatori.
La comunità religiosa, pur scossa per quanto accaduto, non ha interrotto le sue attività. Il convento di San Bartolomeo, che si trova in un’area appartata ma non isolata, era già al centro di un intervento di ripristino e messa in sicurezza a seguito dei danni provocati dal terremoto del 2016. La vulnerabilità momentanea della struttura potrebbe aver rappresentato un elemento di attrazione per chi cercava un facile bersaglio.
I carabinieri mantengono uno stretto riserbo sull’avanzamento delle indagini, che vengono definite serrate e senza interruzioni. L’ipotesi principale, riferisce ancora il giornale, resta quella di un’azione improvvisata, ma nulla viene escluso, neppure la possibilità che i due potessero avere qualche conoscenza dell’area o della presenza di offerte in contanti.
Non si registrano precedenti recenti simili in zona, ma l’episodio ha destato preoccupazione anche nelle comunità religiose limitrofe. Al momento, non sono emersi collegamenti con altri reati o persone già note alle forze dell’ordine, ma gli accertamenti proseguono anche in questa direzione.
Gli investigatori sono al lavoro anche su eventuali immagini di videosorveglianza privata o municipale, sebbene la zona non sia coperta in modo capillare da telecamere. Analisi forensi e ulteriori perlustrazioni nei dintorni del convento potrebbero fornire ulteriori riscontri.
La priorità resta l’individuazione e la cattura dei due responsabili, che dopo aver rapinato i frati si sono dileguati senza lasciare tracce evidenti. L’episodio, avvenuto in un luogo di raccoglimento e assistenza, ha colpito la sensibilità dell’opinione pubblica, ma le autorità assicurano il massimo impegno per risolvere il caso nel più breve tempo possibile.

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