Fermato straniero aveva legami con i jihadisti, indagine partita da Perugia

 
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Terrorismo, si schiera con l'Isis, espulso straniero di 32 anni

Fermato straniero aveva legami con i jihadisti, indagine partita da Perugia

Un operaio edile di origini tunisine di 25 anni residente a Busseto, nel Parmense, è stato arrestato. Il giovane è risultato essere inserito in una rete internazionale di gruppi jihadisti e accusato di auto-addestramento ad attività con finalità terroristiche. Lo ha deciso il Gip di Parma Alessandro Conti, accogliendo le richieste della Procura distrettuale di Bologna.

Tutto è partito da una indagine del comparto di Polizia Postale di Perugia sul cyberterrorismo, svolta insieme alla Digos. Servendosi di account di copertura, gli agenti sono riusciti a scovare un profilo Whatsapp che era inserito in tre diversi gruppi e chiamati «Gli estranei«, «I canti dello stato islamico« e «L’esercito del califfato», con lo scopo di diffondere e scambiarsi messaggi di propaganda jihadista.

Le verifiche sono scattate quando l’utente aveva pubblicato una foto di tre fucili mitragliatori automatici. Grazie alle verifiche della Digos di Bologna e Parma, insieme alla Postale di Bologna si è riusciti a risalire al tunisino che ora è rinchiuso nel carcere di Parma.

Il tunisino, difeso dall’avvocato Roberto Filocamo, aveva nel cellulare migliaia di immagini e 40 video riconducibili a scene di terrorismo internazionale istruzioni per costruire bombe, incitazioni al martirio e inoltre sarebbero provati suoi contatti via social con gruppi legati all’Isis. Il provvedimento di fermo è scattato lunedì grazie a una complessa indagine che, muovendo i primi passi dal capoluogo umbro, è arrivata a ricostruire i suoi movimenti.

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