Indagini svelano depistaggi e violenze precedenti al decesso della studentessa
Mark Samson, 23 anni, ha confessato l’omicidio dell’ex fidanzata Ilaria Sula, 22 anni, avvenuto presumibilmente il 25 marzo. Le indagini della polizia, coordinate dalla Procura di Roma, hanno rivelato i tentativi di depistaggio messi in atto dal giovane per sviare i sospetti.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti – come scrive oggi Il Messaggero a firma Valeria Di Corrado e Valentina Errante -, smentita dalle evidenze investigative, Samson aveva raccontato che Ilaria si era presentata a casa sua la sera del 25 marzo per restituirgli alcuni effetti personali, decidendo poi di fermarsi a dormire. Tuttavia, le dichiarazioni delle coinquiline della vittima contraddicono questa versione, riferendo di una visita di Samson a casa di Ilaria la mattina del 25 marzo, durante la sua assenza, durante la quale aveva fotografato lo schermo del computer della ragazza e tentato di portarlo via, azione che aveva suscitato la forte reazione e il pianto di Ilaria.
L’autopsia sul corpo di Ilaria Sula ha evidenziato la presenza di tre profonde ferite da arma da taglio al collo, un taglio superficiale alla guancia, un ematoma all’arcata sopraccigliare, lesioni al labbro, graffi sul collo e segni di colluttazione agli avambracci e a una mano. Samson ha dichiarato di aver accoltellato Ilaria mentre era di spalle e che le ferite successive sarebbero state causate da una caduta. Alla domanda del giudice riguardo a un eventuale rapporto sessuale quella sera, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Samson ha affermato di aver ucciso Ilaria intorno alle 10:40 del 26 marzo e di aver trascorso il pomeriggio successivo a pulire l’appartamento e a caricare il corpo della studentessa, avvolto in sacchi della spazzatura, in un trolley trasportato con la sua auto, parcheggiata a circa 100 metri dall’abitazione. Il telefono della vittima sarebbe stato lasciato nell’appartamento.
L’analisi dei tabulati telefonici smentisce ulteriormente il racconto di Samson. L’ultima attività del cellulare di Ilaria risale alla sera del 25 marzo, quando si reca a casa dell’ex fidanzato. Il telefono si riattiva il giorno successivo alle 10:19, per poi agganciare la cella di via Torricella a Monte Porzio Catone alle 14:36, a circa 30 chilometri da casa di Samson. Alle 17:26, il telefono si trova a 15 chilometri, nei pressi del cimitero di Zagarolo, per poi tornare a Roma. L’auto di Samson è stata rilevata da un autovelox alle 18:18 in via Palestrina, zona compatibile con il luogo del ritrovamento del corpo, e nuovamente nella stessa area alle 18:35.
Dopo aver abbandonato il corpo di Ilaria in una scarpata a Capranica Prenestina, Samson ha ripreso le sue attività quotidiane, incontrando un’amica di Ilaria, Maria Sofia, con la quale ha consumato una piadina. Successivamente, ha acquistato due cornetti, fingendo di destinarli a una ragazza conosciuta online. Contemporaneamente, utilizzava il telefono di Ilaria per inviare messaggi all’amica, simulando conversazioni e creando false piste. In questi messaggi, si inventava un incontro con un ragazzo dopo l’uscita dall’università La Sapienza, arrivando persino a inviare una foto di un giovane a torso nudo, probabilmente un ragazzo conosciuto da Ilaria su Tinder, nel tentativo di indirizzare i sospetti su di lui.
Maria Sofia, insospettita dalle incongruenze e dal tono dei messaggi, ha insistito per una videochiamata, intuendo infine di non stare comunicando con l’amica. L’ultimo messaggio inviato al numero di Ilaria recitava: “Ti saluto chiunque tu sia”.
Dalle 71 pagine dell’interrogatorio di garanzia emergono diverse sfaccettature della personalità di Mark Samson: remissivo, controllante, morbosamente geloso, ansioso per gli studi, ma anche lucido e freddo nel mentire. Durante l’interrogatorio, ha parlato di sé in terza persona, descrivendo il suo stato d’animo dopo l’accoltellamento di Ilaria e il successivo tentativo di occultamento del cadavere in una valigia, poi gettata da un burrone.

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