Esercito a Fontivegge, ufficio centrale deciderà eventuale assegnazione dei militari [VIDEO]

I reati sono in calo a Fontivegge, ma c'è chi non denuncia più, quest'anno 373 delitti rispetto agli 895 dello scorso anno

Esercito a Fontivegge, Ministero deciderà eventuale assegnazione dei militari

Esercito a Fontivegge, ufficio centrale deciderà eventuale assegnazione dei militari

«Stiamo esaminando la situazione, in relazione a quanto ci è stato riferito dalle Forze di polizia in merito al calo dei reati, noi istruiremo la pratica e la passeremo agli uffici centrali», istruttoria da completare, quindi, secondo quanto dice il capo di gabinetto della Prefettura di Perugia, Antonio Giaccari. «La valutazione – precisa – non la fa il Prefetto, ma gli uffici centrali del Ministero che decideranno sulla eventuale assegnazione dei militari». Istruttoria, quindi, che verrà trasmessa per i successi adempimenti.

Nel corso della riunione, è stato evidenziato che l’impiego dei militari in questione è consentito – sulla base delle disposizioni vigenti – esclusivamente “per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio.

Al riguardo, il Questore e gli altri rappresentanti provinciali delle Forze di Polizia, hanno svolto una attenta ricognizione dei dati dell’andamento dei reati relativi in modo specifico al Quartiere Fontivegge, quali contenuti nelle analisi realizzate dai competenti Uffici Centrali.

Reati in calo a Fontivegge, ma c’è chi non denuncia più

In particolare, è stato svolto un confronto del numero dei reati risultanti dall’inizio di quest’anno ad oggi, rispetto a quelli registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Quest’anno 373 delitti rispetto agli 895 dello scorso anno

Da tale comparazione, è emerso che,  nel corso di quest’anno risultano complessivamente perpetrati 373 delitti rispetto agli 895  dell’anno 2018. «Tale significativa riduzione – è riportato in un dispaccio della Prefettura -, è stata conseguita per l’incessante e proficuo operato delle Forze dell’Ordine, che, in piena sinergia, hanno svolto quotidiani servizi di vigilanza e controllo del territorio, anche mediante i presidi di sicurezza presenti in quelle aree».

Attualmente, risultano impiegati nell’Operazione “Strade Sicure” circa 7.100 donne e uomini dell’Esercito Italiano, che garantiscono – come riporta il sito esercito.difesa.it – una presenza capillare sul territorio nazionale contribuendo fattivamente alla realizzazione di un ambiente più sicuro.

Il raggruppamento Umbria e Marche, che nel caso si decidesse per il sì, potrebbe essere quello destinato a Perugia Fontivegge, percorre attualmente una media di 110 mila chilometri al mese, circa un migliaio di identificazioni ogni 30 giorni, una ogni 130 di queste porta a un fermo, a un arresto e a un sequestro. Sono alcuni numeri alcuni dei dati che il colonnello Colonnello Mauro Bruschi, comandante del raggruppamento Esercito Umbria e Marche, ha comunicato ad Umbriajournal, durante la recente visit a Perugia. «In 5 mesi – ha detto il comandante – sono stati effettuati 30 fermi, 6 arresti, 7 sequestri e oltre 40 interventi a favore di incidenti stradali o a soccorso della popolazione in ambito sanitario».

📽️ L’intervista con il colonnello Mauro Bruschi 📽️

Il Prefetto Claudio Sgaraglia, al termine dell’incontro, ha dunque espresso un particolare apprezzamento e ringraziamento alle Forze di Polizia per il lavoro sin qui posto in essere, nonché a tutte le Istituzioni coinvolte nello sforzo corale in atto ai fini dell’innalzamento dei livelli di sicurezza del quartiere in parola, mediante la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di illegalità e di degrado urbano.

«L’azione delle Forze di Polizia – ha assicurato il Prefetto Claudio Sgaraglia – continuerà comunque ad essere svolta con la stessa determinazione e anche rafforzata su tutto il territorio provinciale».

Dal canto suo il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, conferma che la pratica “non è stata bloccata“, ma e ribadisce che la richiesta è stata inoltrata ma, come detto dal capo di gabinetto, Antonio Giaccari, a decidere sarà l’ufficio centrale di Roma.

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