Erano caduti, li avevano allontanati, rimossi, sotterrati, ma sono tornati
di Enzo Beretta (U24)
Erano caduti. Li avevano allontanati, rimossi, sotterrati. Adesso sono tornati. Alma Shalabayeva non è stata vittima di nessun sequestro di persona, come ha decretato la Corte d’appello di Perugia che ha assolto con formula piena tutti i poliziotti condannati per quello che era stato ritenuto dal tribunale «un rapimento di Stato» nel caso di Alma Shalabayeva
.I giudici dell’appello, presieduti da Paolo Micheli, giudice serio, puntiglioso, stimato, con lunghi trascorsi in Cassazione, hanno assolto da quel reato con la formula più ampia, «perché il fatto non sussiste», il superpoliziotto Renato Cortese, non proprio uno di passaggio ma quello che ha sbattuto in carcere Giovanni Brusca e Bernardo Provenzano, Maurizio Improta e un gruppo di loro collaboratori con i quali, nel maggio 2013, lavoravano alla squadra mobile e all’ufficio immigrazione della questura di Roma.
Caso Shalabayeva, imputati tutti assolti, il fatto non sussiste
Alle 20.16 di giovedì 9 luglio, dopo una camera di consiglio di quasi dieci ore, ecco la sentenza che demolisce il castello dell’accusa. «Il fatto non sussiste» neanche per Luca Armeni, Francesco Stampacchia, Vincenzo Tramma e Stefano Leoni, altrimenti destinati al carcere. L’allora giudice di pace Stefania Lavore è stata assolta con la stessa formula dal reato di falsità ideologica.
[su_panel border=”4px solid #f73d14″ padding=”10″ shadow=”3px 3px 7px #5a4f4f” radius=”7″ text_align=”center”]La Corte d’appello ha inoltre confermato per lei l’assoluzione già disposta in primo grado per il sequestro di persona. Al termine della lettura della sentenza, Cortese e Improta si sono abbracciati. Singhiozza il figlio di Improta.[/su_panel]
Presenti in aula molti loro colleghi venuti da Palermo, Reggio Calabria, Catania e Roma che hanno accolto con un applauso la lettura del dispositivo.
La sentenza è una riabilitazione totale, è stato assolto ‘perché il fatto non sussiste’ e questo significa che la procedura era legittima e non c’è stato nessun elemento da considerare in violazione di legge

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