Entro tre giorni 127 posti di Terapia Intensiva, lo ha detto la presidente Tesei

 
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Entro tre giorni 127 posti di Terapia Intensiva, lo ha detto la presidente Tesei

Entro tre giorni 127 posti di Terapia Intensiva, lo ha detto la presidente Tesei

«Entro tre giorni al massimo arriveremo a una disponibilità di 127 posti di terapia intensiva, come stabilito dal piano pensato con il ministero, ma stiamo guardando anche oltre grazie a quello di salvaguardia». Lo ha detto la presidente Tesei. L’Umbria, per quanto riguarda le terapie intensive occupate, si trova in seconda posizione (60%) a livello nazionale rispetto ad una soglia di allerta fissata dal ministero della salute al 30%.

«Va esaminato il dato nazionale – ha detto Tesei -, perché il sistema sanitario è in grande difficoltà in tutte le regioni. La situazione è seria – ribadisce la presidente Tesei -. Noi siamo partiti, prima dell’emergenza, con un numero basso di terapie intensive a disposizione, 59. Partendo da qui – ha ricordato – abbiamo realizzato l’implementazione per arrivare a 127 posti totali di intensive e 62 di semintensive, applicando però un sistema modulare per non sottrarre la disponibilità alla cura delle altre patologie non Covid. Si tratta di un problema di carattere nazionale quello della mancanza di posti in terapia intensiva, della carenza di medici e specialisti».

 

1 Commento

  1. Pre-Covid, avevamo in Umbria 70 posti letto in terapia intensiva, 58 nuovi posti dedicati al Covid erano richiesti dal DM Rilancio, per un totale di 128 che sarebbero dovuti essere pronti ben prima della seconda ondata.
    Il 26 ottobre scorso la Presidente Tesei asseriva che ci fossero 97 posti in terapia intensiva, 58 generalisti (15 liberi) e 38 dedicati al Covid (7 liberi)
    Oggi garantisce che entro 3 giorni ci saranno 127 posti in totale, ovvero 69 dedicati al Covid (se 58 devono rimanere a disposizione per le patologie normali).
    Considerando l’andamento dei ricoveri Covid in terapia intensiva del solo novembre (altrimenti il trend sarebbe anche peggiore), in 3 giorni (13.11) dovremmo avere circa 73 pazienti in terapia intensiva per Covid.
    Ammesso e non concesso che i numeri forniti siano corretti, sembrerebbe che siamo sempre a inseguire l’epidemia, invece di anticiparla, con disponibilità di posti letto a malapena sufficienti quando non insufficienti. Per non parlare della capacità di prevenirla e impedirne la diffusione.
    Non sembra dissimile da quanto succede per i tamponi e la capacità di test e tracciamento. Guardando il rapporto tra casi positivi e tamponi effettuati, questo numero è arrivato al 30%, significa che stiamo sempre più testando solo i sintomatici e tralasciando il tracciamento, vitale per il contenimento dell’epidemia.

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