Appello urgente al nuovo direttore D’Urso per soluzioni rapide
Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia – Forza Italia, torna a denunciare con fermezza la situazione che da mesi interessa l’Ospedale Santa Maria della Misericordia. Le sale d’attesa del principale presidio sanitario umbro continuano a essere utilizzate come rifugio da persone senza fissa dimora, sia di giorno che di notte, trasformandosi in spazi di accoglienza improvvisata e privi di controllo. Una condizione che, secondo Peltristo, mina la sicurezza dei pazienti e il decoro della struttura, senza che le istituzioni abbiano fornito risposte concrete.
Il consigliere ricorda come già la scorsa estate la Direzione regionale Salute avesse annunciato l’apertura di un tavolo di confronto tra enti. Da allora, però, nessun aggiornamento è stato comunicato. “Il silenzio è grave e inaccettabile”, ribadisce Peltristo, che chiede un intervento immediato al nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Antonio D’Urso, affinché vengano adottate misure risolutive.
Peltristo sottolinea che le sale d’attesa devono tornare a essere luoghi sicuri e dignitosi, destinati esclusivamente ai cittadini in cura. Parallelamente, insiste sulla necessità di garantire un percorso di presa in carico per i senzatetto, nel rispetto della loro dignità e della salute pubblica. La questione, già segnalata lo scorso aprile al Prefetto, alla Presidente della Regione e agli assessori competenti, si ripropone con maggiore urgenza in vista dell’inverno, quando il fenomeno rischia di intensificarsi.
A rendere il quadro più critico sono le testimonianze interne: un vigilante avrebbe denunciato turni eccessivi e carenza di divise, mentre un operatore sanitario riferisce di essere stato disturbato da un individuo problematico. Segnalazioni che accrescono la preoccupazione e che, secondo Peltristo, non possono essere ignorate. “Occorre una soluzione definitiva – afferma –. La sicurezza e il decoro dell’ospedale devono essere garantiti senza esitazioni”.
Il capogruppo chiede inoltre chiarimenti sul sistema di videosorveglianza, domandando se sia effettivamente attivo e funzionante. “La vicenda va chiusa una volta per tutte – conclude – nel rispetto dei cittadini e delle persone senza fissa dimora, che meritano attenzione e percorsi di sostegno adeguati”.

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