Distillerie Di Lorenzo: assoluzione per avvelenamento, condanne per polveri

Il tribunale di Perugia emette la sentenza sul caso ambientale

Distillerie Di Lorenzo: assoluzione per avvelenamento, condanne

Distillerie Di Lorenzo: assoluzione per avvelenamento, condanne per polveri

La sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Perugia ha portato a risultati contrastanti per i titolari delle distillerie Di Lorenzo. Gli imputati, Irma e Gianluca Di Sarno, sono stati assolti dall’accusa di aver avvelenato il fiume Tevere con monossido di carbonio, ma condannati per l’emissione di polveri in atmosfera superiori ai limiti stabiliti dalla legge. Questo caso ha suscitato l’attenzione dei comitati locali che, per anni, hanno denunciato l’inquinamento causato dalla distilleria situata a Ponte Valleceppi tra il 2015 e il 2019.

Il tribunale ha accolto parzialmente le istanze delle parti civili, che avevano lottato per la chiusura delle distillerie, accusando i titolari di pratiche dannose per l’ambiente. Le indagini, condotte anche dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico, avevano rivelato irregolarità ambientali significative. Le condanne sono state stabilite come segue: Irma e Gianluca Di Sarno hanno ricevuto una pena di due anni e sei mesi di reclusione, oltre a una multa di 15mila euro e il pagamento delle spese processuali. Gennaro Balice, un altro dei titolari, ha subito una condanna di due anni e due mesi.

In aggiunta alle pene detentive, tutti e tre gli imputati sono stati condannati al risarcimento dei danni alle parti civili, anche se l’importo preciso sarà stabilito in una successiva fase civile. L’accusa riguardava specificamente la violazione dei limiti di emissione di polveri, che sono state giudicate superiori rispetto ai parametri autorizzativi previsti dalla normativa vigente. Le conseguenze legali per la società Di Sarno S.r.l. non si sono fermate qui; essa dovrà far fronte a un illecito amministrativo di 70mila euro.

La decisione del tribunale è stata attesa con grande interesse, poiché il caso ha attirato l’attenzione pubblica e dei media per il suo impatto ambientale e per il coinvolgimento diretto dei titolari delle distillerie. La questione della salute pubblica e della tutela dell’ambiente è al centro del dibattito locale da anni, e la sentenza ha riacceso i riflettori su questi temi cruciali.

Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate entro 90 giorni, fornendo ulteriori dettagli sui fondamenti giuridici della decisione presa dai giudici. I comitati che hanno sostenuto la causa ambientale hanno dichiarato che continueranno a monitorare la situazione e che non si fermeranno finché non sarà garantita una vera protezione per l’area. La sentenza rappresenta un passo avanti, sebbene i risultati siano stati parziali, per gli attivisti che hanno speso anni a lottare contro l’inquinamento della Valleceppi.

Il caso delle distillerie Di Lorenzo ha sottolineato l’importanza di una rigorosa vigilanza sulle attività industriali e l’applicazione delle normative ambientali. Le conseguenze delle azioni dei titolari non solo mettono in discussione la loro responsabilità, ma evidenziano anche l’urgenza di misure più efficaci per prevenire simili situazioni in futuro.

 

1 Commento

  1. la misura più efficace, a mio modesto avviso, sarebbe quella di non elaborare piani regolatori alla c.d.c. che danno il via libero all’ urbanizzazione in prossimità, contiguità con industrie di qualsiasi tipo, magari pre esistenti. sarebbe già un bel passo in avanti, però nella nostra Regione si utilizzano fondi comunitari destinati all’ agricoltura per edificare centri commerciali o comunque strutture residenziali e nessuno, seppur debitamente informato, ha nulla da ridire ( giuridicamente parlando)

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