Valerio Menenti resta in semilibertà, negato l’affidamento

Valerio Menenti resta in semilibertà, negato l’affidamento

Tribunale di Sorveglianza valuta prematura la richiesta

Il Tribunale di Sorveglianza di Perugia ha confermato la semilibertà per Valerio Menenti, respingendo la sua istanza di affidamento in prova ai servizi sociali. L’ordinanza, depositata lo scorso 15 luglio, sottolinea come la misura alternativa richiesta sia stata considerata ancora prematura, pur riconoscendo i progressi compiuti dal condannato durante l’attuale regime detentivo.

Menenti, oggi 31enne, sta scontando una condanna definitiva a 16 anni e mezzo di reclusione per concorso nell’omicidio di Alessandro Polizzi, avvenuto a Perugia nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2013. La concessione dell’affidamento in prova avrebbe consentito al detenuto di trascorrere gli ultimi tre anni di pena in un contesto meno restrittivo, ma i giudici hanno optato per la prosecuzione di una misura ritenuta più idonea a monitorarne il percorso.

Nel provvedimento (ordinanza n. 1035/2025), la Corte ha evidenziato come Menenti abbia fruito della semilibertà senza particolari criticità e abbia mostrato disponibilità e impegno nel seguire un programma di colloqui, dimostrando una maggiore capacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni. Tuttavia, il percorso di rielaborazione critica sui fatti di reato risulta, secondo i magistrati, ancora incompleto e ostacolato da limiti significativi.

Un ulteriore elemento che ha inciso sulla decisione riguarda i progetti lavorativi presentati dal condannato, ritenuti ancora in fase embrionale e dunque non sufficienti a supportare la concessione di un regime più ampio. Da qui la scelta di mantenere la misura della semilibertà, giudicata più adeguata per accompagnare la prosecuzione del processo di reinserimento.

La vicenda giudiziaria di Menenti è legata a una spedizione punitiva organizzata dal padre, Riccardo Menenti, che nella notte dell’omicidio colpì a morte Alessandro Polizzi, rivale del figlio, mentre dormiva in casa con la fidanzata Julia Tosti. Il padre è stato condannato in via definitiva all’ergastolo come autore materiale del delitto. Per Valerio, invece, la responsabilità è stata definita in concorso morale e materiale, con un iter processuale concluso solo nel 2020 dalla Corte di Cassazione.

Attualmente, Menenti usufruisce della semilibertà presso il carcere di Terni, con possibilità di uscire di giorno e obbligo di rientro serale. La decisione della Sorveglianza tiene conto sia dei segnali di recupero, sia della gravità del reato e della necessità che il condannato completi il proprio percorso di consapevolezza. In prospettiva, il riconoscimento di ulteriori benefici sarà legato anche al rispetto degli obblighi risarcitori nei confronti delle parti civili, ossia i familiari di Polizzi e la sua compagna.

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