Disordini al Carcere di Capanne: domenica di devastazione
Disordini – Gravi disordini hanno interessato il carcere di Capanne nella serata di domenica 6 ottobre, come riportato da Angelo Romagnoli, rappresentante della segreteria regionale della Uilpa. Due detenuti, di nazionalità marocchina e tunisina, hanno approfittato di un momento di vulnerabilità, uscendo dalla loro cella per ricevere cure mediche in infermeria, dopo che uno di loro ha compiuto atti di autolesionismo.
Nel momento in cui i detenuti si trovavano nella sezione 3 B dell’istituto, hanno iniziato a devastare l’area. Armati di pezzi di legno ricavati dai tavoli, hanno distrutto vari elementi, tra cui vetri e telai delle finestre, telecamere del sistema di videosorveglianza, congelatori, plafoniere e parte dell’impianto elettrico. L’azione vandalica ha causato danni significativi, con un bilancio che si attesta su migliaia di euro e ha reso una sezione dell’istituto completamente inagibile.
L’intervento degli agenti di polizia penitenziaria, che hanno messo in atto un’ardua opera di mediazione, ha permesso di riportare la situazione sotto controllo solo in tarda notte. Nonostante gli sforzi, il clima di tensione continua a persistere all’interno dell’istituto, sollevando preoccupazioni circa la sicurezza sia dei detenuti che del personale.
La segreteria regionale della Uilpa ha richiesto un intervento immediato da parte degli organi dipartimentali e del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Secondo Romagnoli, i poliziotti penitenziari di Perugia si trovano in una condizione di estrema difficoltà, affrontando turni di lavoro di ben 16 ore consecutive. La situazione attuale è considerata inaccettabile e richiede un’attenzione urgente.
Romagnoli ha sottolineato come questa non sia la prima volta che si verificano disordini all’interno dell’istituto, evidenziando un problema sistemico che necessita di una soluzione a lungo termine. La sicurezza del personale e dei detenuti, così come la gestione degli istituti penitenziari, sono temi di crescente rilevanza, soprattutto alla luce degli episodi di violenza che si sono verificati nel corso degli ultimi mesi.
La richiesta di intervento si estende anche a misure preventive per garantire la sicurezza e il benessere di tutti gli attori coinvolti. La Uilpa ha chiesto di intensificare le risorse umane e materiali disponibili, in modo da evitare che simili episodi possano ripetersi. È fondamentale, secondo il sindacato, migliorare le condizioni lavorative del personale penitenziario, che si trova a operare in un ambiente sempre più instabile.
Le preoccupazioni riguardano non solo il benessere dei detenuti, ma anche quello del personale che, ogni giorno, deve affrontare situazioni potenzialmente pericolose. L’auspicio è che l’attenzione delle autorità competenti si concentri sulla ristrutturazione e sul miglioramento delle condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari, per garantire un ambiente più sicuro e controllato.
Questa crisi al carcere di Capanne rappresenta un campanello d’allarme per le istituzioni, sottolineando l’importanza di azioni tempestive e di una strategia a lungo termine per affrontare le difficoltà del sistema penitenziario italiano.

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