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Covid, scattato il coprifuoco a Perugia, ma non sono mancate le tensioni

Centro storico di Perugia preso d’assalto prima della chiusura e mentre il sindaco emetteva l’ennesima l’ordinanza, relativa a ulteriori e più stringenti misure di contenimento del contagio, la città si riempiva di gente. Gruppi di persone sono stati segnalati lungo via Marzia. Testimoni raccontano di ragazzini che si sono picchiati prima di scappare in due strade diverse, alcuni verso viale Indipendenza e altri risalendo, appunto, via Marzia per sbucare lungo via Baglioni e fino in piazza Matteotti. In serata poi un altro gruppo di ragazzi è stato fermato. Una sola persona avrebbe fatto storie alla polizia locale che lo ha controllato, ma poi è stato rilasciato. E’ stato un attimo di panico, dove l’arrivo delle pattuglie delle Forze dell’Ordine ha messo diversi interrogativi alle persone che passeggiavano, soprattutto a quelle che non sapevano dell’imminente chiusura.

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E così in conseguenza del riacutizzarsi del contagio da Covid 19 nel territorio provinciale, l’Anci Umbria ha fatto pervenire all’amministrazione comunale di Perugia, così come di altri 29 comuni della regione, una nota della presidente Tesei nella quale si chiede di condividere l’adozione di ulteriori misure di contenimento della diffusione del virus, oltre a quelle già in vigore. In virtù di ciò, si è resa necessaria l’emanazione urgente di una specifica ordinanza sindacale (la n. 103, emanata in data odierna) relativa a ulteriori e più stringenti misure di contenimento del contagio.

Pertanto, a partire dal 30 gennaio fino al 14 febbraio prossimo a Perugia saranno in vigore alcune limitazioni

LE LIMITAZIONI A PERUGIA?
– il coprifuoco sarà anticipato alle ore 21 fino alle 5,00 del mattino, salvo le comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute, da dichiarare mediante autocertificazione;
– è fatto divieto di consumare alimenti e bevande all’aperto nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, per l’intera giornata, né sarà possibile, sempre per l’intera giornata, la distribuzione degli stessi mediante distributori automatici;
– per l’acquisto di beni alimentari, effettuare al massimo una spesa al giorno e da parte di un solo componente del nucleo familiare;
– è fatto divieto di svolgimento di attività sportive e ludiche di gruppo nei parchi ed aree verdi, nonché di utilizzo delle aree gioco dei medesimi;
QUALI AREE CHIUSE AL PUBBLICO IN CENTRO A PERUGIA?
-la scalinata della Cattedrale di San Lorenzo, sia nella parte che si affaccia su Piazza IV Novembre, che su quella che si affaccia su Piazza Danti, lasciando libero accesso alla Cattedrale;
– la scalinata di Palazzo dei Priori, lasciando libero accesso alla Sala dei Notari ed alla Sala della Vaccara;
– i Giardini Carducci; – il percorso pedonale che collega i Giardini del Pincetto a Strada del Mercato.

L’Umbria non è zona rossa. Non ci saranno variazioni per le attività commerciali, che rimangono assoggettate alle normative della zona arancione.

“A preoccupare – spiega l’amministrazione di Perugia – è soprattutto la situazione epidemiologica, evidenziata dalla Regione Umbria e in particolare la possibile evoluzione nel breve periodo. Come comunicato dalla Regione Umbria, le incidenze elevate sopra i 200 casi su 100.000 abitanti, rendono più difficile il tracciamento dei contatti, con un conseguente aumento del tasso di contagio. Invitiamo tutti -ha concluso- alla collaborazione nel rispetto di queste ulteriori misure, indispensabili per evitare un peggioramento della situazione.”

Le ordinanze quadro impostate dall’Anci sono state già firmate, da alcuni sindaci. Non solo Perugia, ma anche Amelia, Corciano, i Comuni del Trasimeno seguiranno a ruota quello che ha già fatto Magione. Il Comune di Nocera Umbra lo farà oggi, così come Marsciano e Deruta.

Il nodo resta sempre quello delle scuole. Quali scuole bloccare? Chi deve fare la didattica a distanza e chi no? Al momento non sono previste chiusure, ma – da quanto appreso – si andrebbe verso lo stop. I sindaci dei comuni coinvolti decideranno con una linea unica, prima di firmare l’ordinanza.

I comuni a rischio quindi sono: Gubbio, Magione, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno, Piegaro, Città della Pieve, Panicale, Castiglione del Lago, Fratta Todina, Deruta, Collazzone, Marsciano, SanVenanzo, Torgiano, Perugia, Corciano, Bevagna, Montefalco, Valtopina, Foligno, Spello, Sellano, Nocera Umbra, Gualdo Cattaneo, Trevi, Calvi dell’Umbria, Amelia, Lugnano in Teverina e Attigliano.

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