Corteo anarchico a Spoleto, polizia disperde manifestanti
Corteo anarchico – Sono stati fermati dalla polizia, in assetto anti sommossa. Poi sono stati fatti disperdere e identificati. Le forze dell’ordine procedono a denuncia stando a quanto si apprende in base al Testo unico di pubblica sicurezza per corteo non autorizzato.
Lo riporta il Corriere dell’Umbria di questa mattina a firma di Alessandro Antonini. «E’ avvenuto nel pomeriggio di ieri – precisa il collega – a Spoleto e in pieno centro storico. A finire nei guai una quindicina di persone appartenenti a gruppi anarchici che poco prima avevano effettuato presidi fissi contro il 41 bisdavanti alle carceri di Terni e M a i a n o per il caso dell’anarchico Alfredo Cospito, detenuto in alta sicurezza a di Sassari».
Una parte di protesta era autorizzata e un’altra pare di no
Antonini, nel suo pezzo, racconta che per primi due presidi, che erano stati autorizzati, e tutto è filato liscio. Nella struttura di Sabbione si sono visti alle 10 del mattino. Nel carcere di Spoleto appuntamento alle 14. Erano una trentina. Poco dopo nella zona di piazza Garibaldi alcuni manifestanti parte di quelli del mattino hanno avviato una protesta che stando a quanto riferito dalle forze dell’ordine non era stata né comunicata né tanto meno autorizzata da questura e prefettura. Gli agenti con scudi, caschi e manganelli si sono messi di traverso sulla strada per non farli passare.
Non si è arrivati allo scontro
Non si è arrivati allo scontro: i poliziotti hanno chiesto di interrompere il corteo e i manifestanti lo hanno sciolto poco dopo. Non c’è stato uso della forza, fanno sapere le stesse forze dell’ordine. Presenti anche i carabinieri e la Digos. Numerosi residenti e turisti hanno notato le forze dell’ordine in assetto anti sommossa. Il corteo subito arrestato si è tenuto poco lontano dalle scale mobili, dove affluiva gente.
Molta gente. Ieri era anche l’ultimo giorno dell’evento Dolci d’Italia. Per gli identificati si prospetta una sanzione in base all’articolo 18 del Tulps, in base al quale “i promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico, devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al questore”. Inquesto caso erano autorizzati solo i presidi fissi. Per chi non rispetta la norma sono previsti l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda da 103 a 413 euro.

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