Corruzione nell’appalto rifiuti, nuova svolta giudiziaria

Accuse aggravate per Goracci e Granieri, udienza rinviata

Corruzione nell’appalto rifiuti – La procura di Perugia ha formalizzato una nuova contestazione nell’ambito dell’indagine sull’affidamento del servizio rifiuti nell’Altotevere. Il reato ipotizzato è corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, rivolto a due ex amministratori di una società pubblica e di una partecipata privata, già coinvolti nel procedimento.

Durante l’udienza preliminare, il pubblico ministero ha depositato un’informativa della Guardia di finanza che ha portato al rinvio dell’udienza al 10 dicembre, per consentire alle difese di esaminare i nuovi elementi. Secondo gli inquirenti, le condotte emerse aggravano il quadro accusatorio: tra queste, la rinuncia a un indennizzo da 13 milioni di euro spettante alla società pubblica, con un presunto vantaggio indebito al socio privato.

La procura evidenzia che la contropartita offerta non si limitava a 750 mila euro mascherati da consulenze, ma includeva anche la nomina dell’ex dirigente pubblico a direttore generale della società mista vincitrice dell’appalto. Parte delle evidenze proviene da una causa civile parallela, che ha contribuito a delineare un quadro più articolato delle responsabilità.

L’inchiesta, già nota per le sue implicazioni sul sistema di gestione dei rifiuti, si arricchisce dunque di ulteriori risvolti, con accuse che puntano a una regia corruttiva finalizzata a pilotare l’esito della gara pubblica. Il procedimento resta aperto e in evoluzione, mentre le difese si preparano a controbattere le nuove contestazioni.

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