Coronavirus in Italia, salgono i contagi, sale indice Rt, in Umbria 1,34

 
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Coronavirus in Italia, salgono i contagi, sale indice Rt, in Umbria 1,34

Sono 117 gli attuali positivi in Umbria. Non si toccavano più quei livelli dal mese di marzo, erano i primi giorni del lookdown. Degli attuali positivi, solo 11 sono ricoverati e uno solo è in terapia intensiva. Questo dimostra che il coronavirus è cambiato. La maggior parte delle persone sono asintomatiche o con qualche sintomo, nessuno è finito in ospedale, tutti sono in isolamento presso le proprie abitazioni.

Se prima erano gli anziani o gli ultra sessantenni ad essere colpiti, ora sono principalmente i giovani: degli undici perugini scoperti ieri, solo due hanno tra 48 e 52 anni, gli altri 9 un’età compresa tra 15 e 27 anni che rientrano dalle vacanze.

La situazione in Italia e in altre regioni e più o meno simile. Ieri è arrivato il report settimanale a cura delle cabina di regia che riporta una analisi dei dati relativi al periodo 10-16 agosto 2020. Molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione 2-3 settimane prima della notifica ovvero prevalentemente alla fine di luglio. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.

La maggior parte dei casi è stata contratta sul territorio nazionale (risultano importati da stato estero il 28,3% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio).

La circolazione avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità. Si riscontra un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione (con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero) ed una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici.

L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici e riferito al periodo 30 luglio – 12 agosto 2020, è pari a 0.83 (0.67 – 1.06). Questo indica che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti e dei casi importati da stato estero (categorie sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane.

In tutte le Regioni/PPAA, anche in questa settimana di monitoraggio, sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2. Nella settimana di monitoraggio il 28,6% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 34,0% nell’ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (30,4%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (7,1%). Quindi, il 63% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti.

Nove Regioni/PPAA hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS) che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati. Sebbene il numero di nuovi casi in molte Regioni rimane contenuto, in altre realtà regionali continuano ad essere segnalati un numero elevato di nuovi casi. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante. Sebbene sia segnalato, in alcune Regioni, un aumento nel numero di ospedalizzazioni, in nessuna delle Regioni/PPAA sono stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari e i focolai presenti sono prontamente identificati ed indagati.

Indice Rt in Italia, suddiviso per regioni. Casi con data prelievo/diagnosi nella settimana 10/8-16/8

Molise 0
Basilicata 0
Prov. Aut. Trento 0.41
Friuli-Venezia Giulia 0.42
Emilia Romagna 0.45
Prov. Aut. Bolzano 0.5
Lazio 0.73
Calabria 0.77
Valle d’Aosta 0.8
Puglia 0.8
Marche 0.85
Sardegna 0.9
Liguria 0.9
Piemonte 0.91
Toscana 0.96
Sicilia 0.99
Campania 1.02
Lombardia 1.17
Veneto 1.21
Abruzzo 1.24
Umbria 1.34 

Nelle figura sopra si evidenzia nettamente il travaso del peso dell’epidemia, dalla Lombardia alle altre regioni italiane, in particolare del centro e del sud-isole. Incide solo per il 2-3% l’arrivo di migranti clandestini (peraltro in buona parte in isolamento su una nave apposita), mentre incide pesantemente il turismo interno e il rientro di nostri turisti da vacanze in Paesi ad alto rischio.

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