Coronavirus in Italia, contagi in calo al 19 aprile, si liberano posti in terapia intensiva

 
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Coronavirus in Italia, contagi in calo al 19 aprile, si liberano posti in terapia intensiva

Sono complessivamente 108.257 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento di 486 rispetto a ieri, quando l’aumento era stato di 809. Sono 23.660 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 443. Ieri l’aumento era stato di 482. Dal 12 aprile non si registrava un incremento così contenuto (quel giorno erano stati 431). Sono 47.055 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 2.128 più di ieri. Ieri l’aumento dei guariti era stato di 2.220. Sono i nuovi dati forniti dalla Protezione civile.

Prosegue il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva per coronavirus. Ad oggi sono 2.635, 98 in meno rispetto a ieri. Di questi, 922 sono in Lombardia, 25 in meno rispetto a ieri. Dei 108.257 malati complessivi, 25.033 sono ricoverati con sintomi, 26 in più rispetto a ieri e 80.589 sono quelli in isolamento domiciliare. Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia – compresi morti e guariti – è di 178.972, con un incremento rispetto a ieri di 3.047.

Il commento di Salvatore Sonni (esperto statistico)
Continuano i miglioramenti, oramai in atto da circa due settimane come confermato da tutti gli indicatori. Rallenta al minimo la crescita degli attuali positivi, ieri +486 con 804 unità, prossima allo ZERO. Ci sono ancora varie aree che crescono in termini di emersione di nuovi casi positivi con ritmi attorno a uno zoccolo, molto duro, del +11,5-2% circa.  E ciò senza particolari differenze fra nord e sud, anche se i numeri del sud sono piccoli e le zone di crescita ben circoscritte.

Nelle regioni del nord, soprattutto ma non solo, si evidenzia un consistente bacino di persone asintomatiche portatrici del virus e che stanno emergendo alla prova dei tamponi, man mano che si intensifica il numero dei test effettuati. Piemonte, Lombardia, ed Emilia Romagna restano ancora le regioni a più alto numero di contagi.

Rallentano comunque i nuovi casi di contagio ma sempre attorno 3.000 (ieri +3.0479 casi).Tiene bene i centro sud, a conferma che le restrizioni ai movimenti sono state qui, tempestive ed efficaci, così come efficaci si stanno rivelando le operazioni di circoscrizione che prontamente vengono messe in atto attorno a nuovi focolai.

Continua e si intensifica   l’alleggerimento delle posizioni ospedaliere, con la liberazione di posti in TI (ieri -98 unità).  Stabile ieri la il numero degli ospedalizzati meno gravi. La crescita degli attuali positivi rallenta e si avvicina allo ZERO. Il che significa che il numero dei nuovi casi di contagiati è di poco superiore al numero dei dimessi dagli ospedali, sommati ai decessi.

DECESSI: Ieri 433, in calo ma consistenti, seppur ma lontani dai picchi di 900 unità di fine marzo. Sono in totale 23.660 pari al 13,2% dei contagiati ufficialmente accertati. Si rilevano enormi differenze fra le varie regioni che sarebbero meritevoli di approfondimenti. Si va da un minimo del 4,3% dell’Umbria a un 18,4% della Lombardia e una media nazionale del 13,2%. Bene anche il LAZIO ha una bassa percentuale di deceduti (5,9%) e il Veneto (6,8%).

GUARITI: Anche oggi un buon numero di guariti, di 2.128 unità che portano il totale dei guariti stessi a 47.055 unità, pari al 26,3% dei contagiati.  Questo dato risulta più basso di quelli che si stanno riscontrando in altri Paesi europei. Anche nell’ambito della stessa Italia ci sono differenze sensibili fra le varie regioni, con il miglior dato che è quello dell’Umbria (63,4%), seguita dal Friuli V.G. con il 43,1% di guariti. Male la Lombardia, ancora al 29,5% di guariti. A merito dei dati umbri sulle guarigioni si fa rilevare che questa regione ha una datazione media dei contagi più recente di quella delle regioni del nord.

RAPPORTO GUARITI/DECEDUTI: Il rapporto medio GUARITI/DECEDUTI è di 1,99 :1, con sensibili differenze fra le varie regioni. Il Friuli ad un rapporto di 5,26 e l’Umbria con il miglior dato nazionale, è al 14,722 (n° guariti per ogni deceduto).

Vi è da precisare che man mano che passano i mesi questo indice è destinato a migliorare data la lunghezza dei tempi di degenza necessari per la soluzione delle infezioni, che quasi sempre vanno oltre un mese.

TAMPONI: Sostenuto e in aumento il numero dei tamponi che vengono eseguiti.

L’indice (ricavato per estrapolazione) del n° dei giorni ipotetici necessari per un raddoppio dei contagi, è di circa 57,74 ben migliore rispetto ai soli 3 giorni dei primi di marzo.


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