Catturato ergastolano Domenico D’Andrea, ha tentato di fuggire in taxi 📸 FOTO E VIDEO 🔴

 
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Catturato ergastolano Domenico D’Andrea, ha tentato di fuggire in taxi

E’ stato il senso civico di un tassista che, ieri sera intorno alle 21 mentre stava operando nel quartiere di Fontivegge, si è visto avvicinare da un soggetto che gli ha chiesto una corsa che lo ha insospettito al tal punto di rifiutare questo tipo di richiesta e di avvertire immediatamente la polizia.

Non è durata molto la fuga di Domenico D’Andrea, un 38enne napoletano, condannato all’ergastolo per rapina e omicidio che ieri pomeriggio era evaso dal carcere di Capanne. A catturarlo, nei pressi della comando regionale della Guardia di Finanza di Perugia, gli agenti della Polizia di Stato che si erano messi sulle sue tracce. Gli agenti della Squadra mobile, del dottor Gianluca Boiano, lo hanno acchiappato in via Ettore Ricci, nel boschetto che costeggia il comando regionale delle Fiamme gialle.

Detenuto evade dal carcere di Capanne, e caccia a Domenico D'Andrea
Domenico D’Andrea

“La descrizione fornita dal tassista è stata talmente puntuale che ha portato a concentrare le ricerche proprio nella zona di Fontivegge e nelle strade limitrofe e alle ore 23 è stato sorpreso all’interno di un area verde”. E’ il racconto di Adriano Felici, il vicedirigente della Squadra Mobile, durante una conferenza stampa in questura. “L’uomo ha tentato di fuggire – spiega – ma quando si è visto piombare addossi la polizia non ha opposto resistenza”.

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Arrestato per il delitto di evasione è stato ricondotto nuovamente presso il carcere di Capanne. Domenico D’Andrea nel 2007 era stato condannato all’ergastolo per rapina e omicidio. L’uomo è originario di Piscinola, periferia nord del capoluogo partenopeo.

 

Il vicedirigente della Squadra Mobile racconta la evasione dell’arrestato. “Era fuggito dal carcere di Capanne alle ore 11.15 di venerdì. Stava scontando la pena per gravissimi reati per omicidio volontario e tentata rapina a un edicolante napoletano risalente nel 2006, durante la quale il malcapitato è stato accoltellato a morte. Immediatamente, come polizia di Stato, appena abbiamo appreso di questa fuga, abbiamo iniziato un incessante attività di ricerca che ha visto impegnata la squadra mobile e le volanti della polizia di stato, il tutto sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Perugia.  Le ricerche e l’attività di intelligence e ci ha consentito di profilare il soggetto come un uomo che non aveva solidi collegamenti ed in Umbria e in particolare su Perugia e che e quindi con ogni probabilità avrebbe tentato prima o poi di lasciare la regione ed è per questo che abbiamo concentrato il monitoraggio presso le stazione degli autobus e la stazioni ferroviarie dove era più facile che facesse perdere le proprie tracce”. Ai fini del rintraccio del soggetto – come già detto – è stato il senso civico di un tassista”.



“Le dinamiche sono ancora in fase di accertamento. Lavorava nell’area esterna del carcere già da due mesi”. A dirlo è Fulvio Brillo, comandante della Polizia Penitenziaria che ringrazia tantissimo i colleghi del Carcere di Capanne che si sono attivati alacremente andando, anche con le macchine proprie, a cercarlo nelle zone limitrofe del carcere. Ringrazia la Polizia, la Guardia di Finanza e i Carabinieri che hanno fornito l’elicottero che ha sorvolato tutta l’area. “Sono stati tutti encomiabili per assicurare alla giustizia un soggetto molto molto pericoloso che aveva già scontato già 16 anni”.

Il comandante ha voluto poi parlare dell’organico. “A Capanne ci sono 200 unità, all’appello che mancano 48 (dovrebbero essere 248 ndr). Il personale è poco abbiamo altre 25 persone distaccate ad altra sede che forse sarebbe il caso di farle rientrare” – ha concluso.



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