Cartoncino inquietante nella cassetta postale di una giornalista, arrivano carabinieri
Può la presunta benedizione della casa trasformarsi in qualcosa di spaventoso? E’ quello che è successo a me, Morena Zingales, diretta testimone di un fatto accaduto mercoledì pomeriggio a Perugia, tra la porta di casa mia e la cassetta postale. La scrivo qui, in prima persona – come è giusto che sia quando un cronista è testimone o protagonista diretto -, per ringraziare l’Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Perugia per essersi tempestivamente attivata a risolvere un problema, che al primo impatto aveva il sapore di una minaccia o di qualche avvertimento.
di Morena Zingales
Erano da poco passate le ore 19, mi trovavo al pc, non avevo ancora finito di chiudere il telegiornale e avevo i minuti contati. Suona il campanello. Tra me e me dico: ‘Sto ancora lavorando non apro a nessuno’.
Un uomo, ad alta voce, pronuncia il mio nome
Poi sento un uomo che da fuori ripete ad alta voce il mio nome, che legge scritto nella cassetta postale, e all’interno della quale inserisce qualcosa.
Il cartoncino rosso
Esco dopo qualche minuto, apro la cassetta postale e trovo un cartoncino in stile natalizio con scritto: 20 (una stella) C (una croce), M (una croce) B (una stella) 22.
E’ la prima volta che vedevo un segno così. Non mi era mai capitata una cosa del genere. Inizio a tremare. Mi guardo intorno, non c’era nessuno. Ho pensato subito a uno scherzo di qualcuno che voleva farmi spaventare. Il direttore di Umbria Journal, Marcello Migliosi, era collegato tramite pc con zoom. Ha visto il cartoncino e il primo l’istinto è stato quello di avvertire l’Arma dei Carabinieri.
I Carabinieri davanti la porta di casa in pochissimi minuti
La reazione del Tenente colonnello Antonio Morra, Comandante del Reparto operativo, è stata immediata. Appena ha ricevuto il messaggio del direttore con la foto dei segni ha fatto attivare subito il Comandante maresciallo della stazione Carabinieri di Perugia, Claudio Zeni, che pochi minuti dopo mi ha telefonato, rassicurandomi che a breve una pattuglia dei carabinieri sarebbe passata, proprio sotto casa mia.
Passano 5 minuti e arrivano due giovani carabinieri che mi hanno fatto delle domande, prima tra tutte se stessi bene. Poi hanno perlustrato tutta l’area intorno all’abitazione alla ricerca di qualche indizio e se quel cartoncino colorato fosse stato recapitato a qualcun altro. In un primo momento non hanno trovato nulla. Poi la curiosità di un bimbo nel vedere l’auto dei carabinieri ferma, ha fatto uscire un residente che ha confermato il passaggio del prete dalle case per le benedizioni e che anche loro avevano quel cartoncino.
Arcano risolto in pochi minuti, ma lo spavento è stato tanto, visto anche il significato dei simboli scritti che secondo fonti internet sta a significare proprio: ‘La benedizione delle case, sulle cui porte vengono segnate la croce del Signore, la cifra dell’anno appena iniziato, le lettere iniziali dei tradizionali nomi dei santi Magi (C+M+B), spiegate anche come abbreviazione di “Christus mansionem benedicat”, scritte con gesso benedetto’.
Nel mio caso era solo un cartoncino natalizio e non c’era nessun gesso benedetto o altro segno sulla porta. Non avendo aperto, Don Luca ha pensato bene di lasciare il suo passaggio dentro cassetta postale. Ringrazio dunque i carabinieri del Comando provinciale di Perugia per la tempestività, la reazione immediata e per avermi confortato fino all’ultimo. I due giovani carabinieri hanno compreso subito quanto il problema mi affliggesse. Quei segni, per me che non sono perugina e che non sapevo della tradizione religiosa, avevano tutt’altro significato.






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