Alta tensione nel carcere di Vocabolo Sabbione, detenuto dà in escandescenza
Ennesima giornata di follia e violenza in un carcere umbro: questa mattina, nella Casa circondariale di Terni, un Ispettore del Corpo di Polizia Penitenziaria è stato aggredito verbalmente da un detenuto. Ferma la denuncia della Segreteria Nazionale dell’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
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IL FATTO
Un detenuto di 48 anni, ristretto nel carcere per ricettazione, estorsione ed altro e non nuovo a simili comportamenti nei confronti di detenuti e personale penitenziario, ha aggredito verbalmente un Ispettore di Polizia Penitenziaria nel pieno esercizio delle sue funzioni. Si è sfiorato il peggio, se non fosse stata per la fermezza dell’Ispettore che, nonostante tutto, faccia a faccia con il detenuto e pesantemente istigato, non ha ceduto alle provocazioni.
L’Ispettore, impegnato per l’individuazione di posti da assegnare a 5 nuovi detenuti è stato avvicinato dal recluso sbraitano e agitando le mani come se volesse colpirlo alla testa.
Si è avvicinato petto a petto con l’ispettore e con sguardo torvo, ha cominciato ad inveire e insultarlo pesantemente.
Il sottufficiale, visibilmente scosso e in stato di agitazione, è stato accompagnato in infermeria dopo l’intervento del personale di polizia penitenziaria. Con parametri vitali alterati, è stato posto in osservazione e dimesso con un giorno di prognosi.
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SASPPE
Un gesto che non può rimanere impunito e si chiede ad alta voce che venga attuato ogni azione penale e disciplinare del caso, valutando l’istituto del trasferimento per ragioni di sicurezza, anche a tutela dello stesso sottufficiale
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E’ ORA DEL TASER
“Speriamo finisca presto questo massacro nei confronti della Polizia penitenziaria, anche con strumenti idonei per garantire l’incolumità degli Agenti. Servono, e il SAPPE lo rivendica da tempo – inascoltato dalle istituzioni deputate ad intervenire – urgenti provvedimenti per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino e l’istituzione in ogni carcere una Sezione custodiale chiusa dove allocare e vigilare i detenuti più facinorosi o che si rendono protagonisti di episodi di violenza minacce nei confronti del personale”
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime vicinanza ai colleghi di Terni e denuncia: “quel che è accaduto ci ricorda per l’ennesima volta quanto sia pericoloso lavorare in un penitenziario. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Rinnoviamo, alla luce del grave fatto accaduto a Terni, la richiesta di un incontro con i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria per affrontare gli eventuali interventi da adottare, come ad esempio proprio le tutele da assicurare al personale in servizio”.

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