Bosco di Marsciano, 93 ettari salvati grazie alle donazioni al Fondo Forestale Italiano

Aziende e cittadini finanziano l’acquisto delle Sette Valli

Un bosco acquistato grazie alle donazioni di aziende e cittadini e destinato a non essere più sfruttato commercialmente. È il risultato raggiunto a Marsciano dal Fondo Forestale Italiano ETS con il Bosco delle Sette Valli, area forestale nella frazione di Migliano, lungo le gole scavate dal torrente Fersinone. L’operazione rappresenta il punto centrale dell’incontro “Aziende e foreste: un connubio di valore”, organizzato per venerdì 9 ottobre 2026 a Perugia, nella Sala della Fondazione Sant’Anna. L’appuntamento servirà anche a ringraziare pubblicamente le imprese e i cittadini che, attraverso i propri contributi economici, hanno consentito alla Fondazione di realizzare l’acquisizione. Il progetto ha una caratteristica precisa: l’acquisto del bosco è stato finanziato attraverso donazioni, senza utilizzare fondi pubblici. A gennaio il Fondo Forestale Italiano ha acquisito 90 ettari di superficie forestale a Marsciano. Il 18 settembre è previsto l’acquisto di ulteriori tre ettari confinanti, anche questi resi disponibili dal sostegno economico di aziende e privati. La superficie complessivamente protetta raggiungerà così 93 ettari.

Aziende e cittadini hanno finanziato l’operazione

Il meccanismo scelto dal Fondo Forestale Italiano è semplice nella sua impostazione: aziende e cittadini finanziano, la Fondazione acquista i terreni e ne garantisce la conservazione permanente. Le donazioni ricevute non servono quindi a finanziare soltanto iniziative di sensibilizzazione ambientale. In questo caso hanno consentito di trasformare concretamente una superficie forestale privata in un patrimonio sottoposto alle regole di tutela previste dallo statuto della Fondazione. Una volta acquisiti, infatti, i terreni vengono lasciati alla libera evoluzione naturale. Lo statuto del Fondo Forestale Italiano vieta la vendita delle proprietà, il taglio degli alberi a fini commerciali e la vendita di quote di CO2.Questo significa che le somme donate da imprese e cittadini hanno prodotto un risultato direttamente individuabile sul territorio: l’acquisizione di decine di ettari di bosco che la Fondazione si impegna a non destinare allo sfruttamento economico. Secondo il Fondo Forestale Italiano, quella del Bosco delle Sette Valli rappresenta una delle più estese acquisizioni forestali compiute in Italia da un’organizzazione non profit nata dal basso attraverso un modello riconducibile ai cosiddetti Land Trust.

Il Bosco delle Sette Valli lungo il Fersinone

L’area si trova nel Comune di Marsciano, nella frazione di Migliano, lungo le gole attraversate dal torrente Fersinone, principale affluente del Nestore. L’obiettivo non è trasformarla in un parco o in una riserva regionale. La tutela deriva dalla proprietà privata della Fondazione e dai vincoli contenuti nel suo statuto. Il Fondo Forestale Italiano acquisisce direttamente i terreni attraverso le risorse raccolte con donazioni e crowdfunding e successivamente ne assume la custodia. Nei boschi non sono previsti sfruttamenti commerciali o infrastrutture invasive, mentre l’accesso deve avvenire nel rispetto dell’ambiente naturale. Per la Fondazione, proprio l’esperienza realizzata a Marsciano dimostra che il contributo economico di cittadini e imprese può essere trasformato direttamente in ettari di territorio forestale protetto.

Il ruolo determinante delle imprese

Tra le realtà che hanno sostenuto e accompagnato il Fondo Forestale Italiano nella raccolta fondi per il Bosco delle Sette Valli figurano Altroconsumo, Codalunga, Leonteg, Levissima, Non Profit Factory, SIA Ambiente e Worldline. La partecipazione delle aziende è uno degli elementi sui quali il FFI intende costruire anche le prossime iniziative. Il progetto di Marsciano viene infatti considerato una verifica concreta della possibilità di mettere insieme il mondo imprenditoriale, i singoli cittadini e un’organizzazione non profit per raggiungere un obiettivo ambientale permanente. La Fondazione non dispone di capitali propri sufficienti a sostenere autonomamente l’acquisto e la gestione di grandi superfici forestali. Da qui nasce quello che viene definito “metodo FFI”: raccogliere risorse da soggetti privati, acquistare direttamente i boschi e vincolarli alla conservazione. L’Umbria è stata il primo territorio nel quale questo sistema ha trovato applicazione. Una prima esperienza era stata realizzata nel 2021 a Scheggino, ma su superfici più contenute. Con l’operazione delle Sette Valli, il modello assume dimensioni sensibilmente maggiori.

LA RETE DEL FONDO FORESTALE ITALIANO

Lombardi: un investimento senza ritorno economico diretto

Il fondatore e presidente del Fondo Forestale Italiano, Emanuele Lombardi, sottolinea proprio il valore della collaborazione tra cittadini e mondo produttivo. La tutela della natura, secondo il presidente, richiede investimenti che possono non generare un ritorno economico diretto, ma producono un beneficio ambientale destinato alla collettività. Il Bosco delle Sette Valli rappresenta, nella valutazione della Fondazione, la dimostrazione che donazioni provenienti da soggetti differenti possono concorrere all’acquisto e alla protezione permanente di un patrimonio forestale. L’acquisizione degli ulteriori tre ettari prevista per settembre viene considerata un’altra conferma della possibilità di replicare il sistema. Non conta soltanto l’ampliamento della superficie tutelata, ma anche la capacità di raccogliere nuovamente le risorse necessarie attraverso la partecipazione di aziende e cittadini. L’obiettivo dichiarato è ora quello di trasferire il modello sperimentato in Umbria anche in altri territori italiani.

A Perugia la cerimonia per chi ha sostenuto il bosco

Proprio ai donatori sarà dedicato uno dei momenti principali dell’incontro del 9 ottobre a Perugia. La giornata, moderata dai giornalisti Michele Bellucci e Fabio Nucci, inizierà alle 10 nella Sala della Fondazione Sant’Anna, in via Roma 15.Dopo i saluti di Francesco Grohmann, responsabile del Servizio Foreste, economia e territorio montano della Regione Umbria, e di David Grohmann, assessore all’Ambiente e alla Rigenerazione urbana del Comune di Perugia, Emanuele Lombardi presenterà il lavoro svolto dalla Fondazione. Seguirà la consegna del Premio “Mecenati dei Boschi – FFI” 2026 alle tre aziende e ai tre cittadini che hanno maggiormente sostenuto l’organizzazione. La cerimonia assume quindi il significato di un riconoscimento a chi ha contribuito concretamente alla raccolta delle risorse necessarie per rendere possibile il progetto forestale.

Arte, università e imprese discutono il modello

La giornata proseguirà con un dialogo con l’artista Nico Vascellari sul rapporto fra arte e natura e con due tavole rotonde dedicate agli aspetti scientifici ed economici della tutela forestale. Al confronto accademico parteciperanno il professor Alessandro Chiarucci dell’Università di Bologna e la professoressa Alessandra Valastro dell’Università di Perugia. Uno dei temi sarà proprio la scelta del Fondo Forestale Italiano di lasciare i propri boschi alla libera evoluzione. Saranno affrontati i possibili limiti e rischi di questo approccio e il tema della funzione collettiva delle superfici forestali tutelate. La seconda tavola rotonda, “Oltre la filantropia: imprese, ambiente e partnership ad alto impatto”, sarà dedicata invece al rapporto tra aziende e conservazione ambientale. Parteciperanno Charlotte Fabre di Worldline Corporate Foundation, Federico Cavallo di Altroconsumo, Vittoria Senzalari del Gruppo Sanpellegrino, Luciano Concezzi di SIA Ambiente, Veronica Manna di Non Profit Factory e Ottavio Anastasi dell’Agenzia Forestale Regionale.

Non soltanto acquistare, ma proteggere i boschi

Il sostegno delle imprese, nelle intenzioni del Fondo Forestale Italiano, dovrà riguardare in futuro non soltanto l’acquisizione di nuovi terreni, ma anche le attività necessarie a garantire controllo, conservazione e protezione delle superfici già acquistate. Durante l’incontro sarà presentato anche preAIB, modello per la prevenzione degli incendi boschivi elaborato dal FFI e basato sul controllo capillare del territorio attraverso associazioni locali. La Fondazione sta cercando nuovi territori e partner nei quali sperimentare il sistema. L’incontro terminerà con una relazione del presidente sul percorso realizzato in Umbria e con un invito rivolto ad aziende, associazioni ed enti locali a partecipare a nuovi progetti.

Le visite nel bosco acquistato con le donazioni

Nel pomeriggio del 9 ottobre i partecipanti potranno vedere direttamente il risultato della raccolta fondi attraverso una visita panoramica al Bosco delle Sette Valli. L’appuntamento è alle 16 a Migliano di Marsciano e la visita avrà una durata di circa un’ora. Sabato 10 ottobre, con partenza alle 9.30 dalla stessa località, è invece prevista un’escursione di circa due ore e trenta minuti, con prenotazione obbligatoria e abbigliamento da trekking consigliato. Sarà l’occasione per entrare fisicamente nell’area che aziende e cittadini hanno contribuito ad acquistare. Novantatré ettari di territorio forestale diventano così il risultato concreto delle donazioni raccolte dal Fondo Forestale Italiano. Un patrimonio che, secondo le regole adottate dalla Fondazione, resterà sottratto alla vendita e al taglio commerciale e sarà lasciato alla propria evoluzione naturale. È proprio questo il risultato che il Fondo Forestale Italiano intende presentare a Perugia: trasformare il sostegno economico di imprese e cittadini nell’acquisto diretto e nella tutela permanente dei boschi, partendo dall’esperienza realizzata a Marsciano per provare a replicarla in altre parti d’Italia.

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