Biondi recuperi, incendio colposo, caccia a chi ha trasportato rifiuti

 
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Biondi recuperi, incendio colposo, caccia a chi ha trasportato rifiuti

Biondi recuperi, incendio colposo, caccia a chi ha trasportato rifiuti

Incendio colposo! E’ questa l’ipotesi di reato su cui si sta lavorando in queste ore alla Biondi recuperi ecologia. E’ caccia chi ha trasportato nell’azienda di Ponte San Giovanni i rifiuti che non potevano stare assieme ad altri e che hanno originato le fiamme. Lo riportano oggi i quotidiani della carta stampata. Una task-force, composta da Arpa, rappresentanti della Biondi, vigili del fuoco e carabinieri del Noe coordinati dal sostituto procuratore Mara Pucci, ieri mattina ha fatto un sopralluogo nell’azienda. Le fiamme – si è appreso – sarebbero state originate da materiale infiammabile: vernici e olii minerali, acqua ragia, diluenti all’interno di rifiuti ancora non smassati nel piazzale dell’azienda. Dai video acquisiti da parte dei carabinieri non emergerebbero situazioni anomale.

I residenti e i lavoratori della zona alzano la voce perché si tratta del secondo incendio il 15 mesi: chiedono a una delocalizzazione dell’azienda. Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, intanto ieri durante il consiglio comunale ha voluto informare i consiglieri comunali e la cittadinanza sulla vicenda dell’incendio.

il Sindaco ha tenuto a precisare, con riferimento a una nota stampa del Pd, che non vi è nessun interesse a sottacere alcunché, tanto più più ipotesi di infiltrazione mafiosa. “Ricordo – ha proseguito Romizi – che ancora sono aperte inchieste riguardo all’incendio dello scorso anno, quindi da parte nostra non possiamo che confermare il massimo interesse a ottenere la totale chiarezza su questi episodi che ci preoccupano. Abbiamo richiesto massimo impegno a tutte le autorità competenti – ha aggiunto – e confermo la nostra determinazione e il nostro impegno nell’andare a verificare tutte le circostanze e tutti gli elementi che emergeranno nel prosieguo, dandone tempestiva comunicazione a tutta la città.”

I tecnici di Arpa Umbria – è stato detto durante il consiglio comunale di ieri – hanno prontamente avviato tutte le procedure di monitoraggio dell’aria e delle possibili ricadute in termini ambientali causate dal rogo. È stata trasferita la centralina mobile da Trevi, dove si trovava per le indagini relative all’incendio alle cartiere, per effettuare il campionamento dei microinquinanti. Sul sito dell’Agenzia sono già consultabili i dati elaborati dalle centraline della rete di monitoraggio della qualità dell’aria. Le due centraline più vicine al luogo dell’incendio (Perugia – Ponte San Giovanni e Torgiano – Brufa), non riscontrano anomalie dei valori di PM10, cosa accaduta
invece con l’incendio, sempre alla Biondi recuperi, del 2019.

“Con assoluta fiducia -ha concluso il sindaco – ci affidiamo all’autorità giudiziaria, ma in collaborazione con gli altri enti si valuteranno una serie di misure non solo rispetto ai possibili danni ma anche sulla possibilità di proporre misure più drastiche, perché non è ammissibile che simili episodi si ripetano con tale frequenza. Deve esserci una valutazione molto attenta sulla capacità di gestione dell’impianto. Nei mesi scorsi l’azienda aveva
presentato un nuovo piano per l’emergenza, ma i fatti di eri hanno messo in evidenza come esso non sia evidentemente congruo. A tal proposito ci siamo attivati anche per chiedere all’autorità competente, la Regione, eventuali diffide affinché si adottino tutte le misure complementari appropriate. Dobbiamo – ha concluso Romizi – a quell’area della città tanto delicata e stanca, anche per valutazioni urbanistiche passate non più attuali, risposte trasparenti e chiare. Ribadisco l’impegno diretto dell’amministrazione e la volontà di stare tutti dall’unica parte possibile.”

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