Bimbo nasce con gravi malformazioni, condannata ginecologa di Perugia
Una ginecologa di Perugia è stata condannata al pagamento di poco più di 140 mila euro a causa di “un parto cesareo disposto tardivamente” che avrebbe provocato la nascita del piccolo «con gravi lesioni cerebrali». “Controlli esigui e tardivi” che non sono stati “correttamente interpretati”.
“Tardivo” anche il cesareo “intervenuto quando ormai le condizioni fetali erano così compromesse da determinare gravi sequele neurologiche neonatali”.
La ginecologa, secondo i giudici della Corte dei Conti, è responsabile “con colpa grave” del danno erariale apportato alla Usl Umbria 1 che nel 2020 ha risarcito la famiglia.
La vicenda, che ha visto la nascita di un bambino con gravissime menomazioni, risale al 2006. La sentenza della Corte dei Conti è stata depositata il primo settembre 2022.
Il collegio dei giudici ha rilevato a carico della dottoressa, che seguiva la gravidanza della paziente, «controlli esigui e tardivi».
La dottoressa, per la ricostruzione offerta dalla magistratura, avrebbe anche “interpretato erroneamente gli esami diagnostici effettuati sulla donna e sul feto”.
La Procura della Corte dei Conti ha ricostruito come “dagli esami sarebbe stata manifestamente evidente la sofferenza fetale, presente quanto meno dalla trentaduesima settimana e progressivamente aggravatasi, a causa dal progressivo ritardo della crescita intrauterina”.
Secondo la Procura “le complicanze neurologiche irreversibili neonatali avrebbero potuto essere evitate con l’effettuazione del taglio cesareo almeno 3-4 settimane prima”.

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