Bancarotta: arresto imprenditore nord Umbria, evasione fiscale per 140 mln

Bancarotta: arresto imprenditore nord Umbria, evasione fiscale per 140 mln

E’ un imprenditore dell’Alto Tevere finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma che vede coinvolti 6 soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari per l’imprenditore e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa per un anno nei confronti di un suo collaboratore risultato essere il depositario delle scritture contabili e incaricato della gestione finanziaria di alcune aziende del gruppo. I finanzieri hanno anche eseguito sequestri per 28 milioni di euro.

E’ di 6 milioni di euro il valore dell’immobile sequestrato. “Può pervenirsi all’accoglimento della richiesta di sequestro preventivo degli immobili di Novedrate trattandosi di diretto reimpiego del profitto del delitto di bancarotta fraudolenta – scrive il gip Ezio Damizia nell’ordinanza di misura cautelare -. Gli immobili sono stati invero acquistati con somme di denaro provenienti dalle distrazioni in danno di una società fallita e quindi costituiscono il diretto reimpiego del profitto del delitto di distrazione perché definitivamente entrati nella titolarità della società acquirente mediante le somme di denaro distratte e impiegate per estinguere il mutuo/finanziamento acceso presso le banche per il loro acquisto”.

Ammonta a 140 milioni di euro il valore dell’evasione fiscale accertata dagli inquirenti. Nel corso delle indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e coordinate dal procuratore aggiunto Rodolfo Sabelli, sono emersi debiti per 180 milioni di euro.

Per il gip, l’imprenditore “cagionava con dolo o comunque per effetto di operazioni dolose il fallimento della società omettendo scientemente e sistematicamente il pagamento delle imposte dirette, delle ritenute previdenziali ai dipendenti e collaboratori e dell’Iva, dal 2000 sino alla declatoria di fallimento, tanto che Equitalia Sud Spa (creditore istante il fallimento) veniva ammessa al passivo fallimentare per il credito di 28,6 mln di euro”.

“L’imprenditore ha svolto un ruolo importantissimo sia sul punto di vista direttivo, organizzativo, anche operativo ed è stato in più occasioni persino destinatario diretto delle distrazioni di ingenti somme di denaro – si legge nell’ordinanza di misure cautelari -. Egli ha partecipato all’attività delittuosa operando da una cabina di regia in prima persona”.

/AdnKronos

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