Silvia Petrillo: «Mi negano una vita autonoma e dignitosa»
Ascensore rimosso – Silvia Petrillo, 59 anni, invalida al cento per cento, ha sporto denuncia contro l’amministratore di condominio e la ditta incaricata della sostituzione dell’ascensore del palazzo in cui vive, in via Donatelli, nei pressi dell’ospedale “Santa Maria”. La donna, affetta da gravi patologie che l’hanno costretta su una sedia a rotelle dal 2014, ha denunciato la mancata predisposizione di soluzioni alternative adeguate per garantire l’accesso all’abitazione durante i lavori, previsti a partire dal 1° luglio.
Petrillo risiede al quarto piano e ha scelto quell’alloggio proprio per la vicinanza al presidio ospedaliero, dove deve recarsi con frequenza per esigenze mediche urgenti. La notizia è riportata oggi da Il Messaggero a firma di Nicoletta Gigli. Dopo una prima segnalazione pubblica avvenuta oltre un anno fa, la sostituzione dell’impianto elevatore venne temporaneamente sospesa. Tuttavia, la recente comunicazione dell’avvio dei lavori ha riacceso la preoccupazione, poiché – secondo quanto denunciato – non è stata individuata alcuna alternativa concreta che consenta il superamento delle barriere architettoniche durante il periodo di inaccessibilità.
Silvia si è rivolta nuovamente ai carabinieri per formalizzare una nuova denuncia. Nel testo si legge come l’assenza di una reale soluzione per i residenti non autosufficienti configuri una violazione del diritto alla libertà personale. La proposta avanzata dalla ditta, ossia l’utilizzo di una sedia trasportabile dal peso di circa cento chilogrammi, è stata ritenuta inadeguata e inapplicabile in autonomia.
L’avvocato Andrea Massi, legale della donna, ha accompagnato la presentazione dell’esposto in cui si richiama anche il principio di solidarietà sancito dalla Corte di Cassazione. Tale principio, spiega il documento, impone la rimozione delle barriere architettoniche in ambito condominiale a tutela dei soggetti con disabilità, rientrando tra i fondamenti del sistema giuridico nazionale.
Ascensore rimosso
La 59enne ternana sottolinea il rischio concreto che la sua salute possa peggiorare improvvisamente. In particolare, richiama un episodio recente legato a una riconversione cardiaca e la possibilità, in caso di fibrillazione, di dover raggiungere tempestivamente l’ospedale. L’assenza dell’ascensore potrebbe compromettere la sua incolumità, impedendole di ricevere cure in tempi compatibili con la gravità del suo stato clinico.
Petrillo, che da anni si batte per la difesa dei diritti dei più fragili, ha chiarito che la sua non è una semplice richiesta personale ma una battaglia per l’inclusione. Già in passato, le sue denunce avevano ottenuto attenzione e causato una prima sospensione dei lavori. Ma ora, con il nuovo avviso dell’inizio degli interventi, la situazione si ripresenta senza che siano state adottate le misure necessarie per garantire la mobilità delle persone in difficoltà.
Secondo quanto riportato nella denuncia, non sarebbe stata consultata l’Usl per soluzioni tecniche più idonee, come dispositivi leggeri installabili sul corrimano. La mancanza di un’azione preventiva e concertata con i soggetti coinvolti aggrava la posizione dell’amministratore e della ditta esecutrice, già destinatari di una segnalazione precedente.

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