Anno Giudiziario 2021, Cicchella: “Pandemia ha condizionato il lavoro” 📸 FOTO

 
Chiama o scrivi in redazione


Anno Giudiziario 2021, Cicchella: “Pandemia ha condizionato il lavoro”

“Il 2020 è stato un anno caratterizzato dal contrasto, non ancora superato, alla pandemia da Covid-19. Non posso non parlare di come la pandemia ha condizionato il lavoro degli uffici requirenti e giudicanti e degli sforzi che la Procura Generale ha messo in atto per prevenire il contagio”. E’ quanto ha detto il Procuratore generale reggente Claudio Cicchella in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021.

© Protetto da Copyright DMCA

Fenomeno pandemico che ha avuto delle ricadute importanti sull’attività di tutti gli uffici giudiziari del distretto. “Un calo di produttività in parte dovuto ad una serie di provvedimenti che sono stati adottati dal Parlamento e dal Governo – ha detto durante il suo intervento – ed in parte conseguente ai contagi che hanno colpito magistrati, polizia giudiziaria e personale amministrativo, in servizio negli uffici. Ad una prima fase caratterizzata da una sospensione quasi totale delle attività, erano escluse solo le urgenze ed i processi con detenuti, dopo la pausa estiva, si è fatto ricorso a soluzioni mirate a ridurre le presenze nelle aule penali. Dal dicembre 2020 la trattazione in presenza dei processi fissati dinanzi alla Corte di Appello si è notevolmente ridotta ed oscilla tra il 20 ed il 30 per cento ad udienza”.

Attività finalizzate a contrastare la diffusione della pandemia: “Ci si è adoperati  – ha spiegato – per dotare gli uffici di termoscanner e di dispenser di gel igienizzante oltreché per assicurare al personale dispositivi di protezione individuale quali mascherine chirurgiche ed FP2. Gli scanner a colonna sono stati collocati presso tutti gli ingressi dei palazzi di giustizia. Sulla scorta di intese raggiunte con l’assessorato regionale competente e con la USL Umbria 1 è stato programmato ed eseguito uno screening, con test sierologici, di tutto il personale in servizio presso gli uffici giudiziari di Perugia. Con il medico competente si è deciso di reiterare questo monitoraggio su base volontaria, per tutto il personale in servizio presso gli uffici requirenti di Perugia, impiegando per l’acquisto dei kit una parte dei fondi messi a disposizione dal ministero. Ad oggi sono stati già eseguiti due screening e ne sono previsti altri due entro il prossimo mese di febbraio”.

Il 2020 è stato anche l’anno in cui è entrata in vigore la riforma della prescrizione. “L’urgenza legata alla pandemia ha sopito le polemiche che detta riforma aveva occasionato. Non si hanno comunque notizie di conseguenze negative sull’attività degli uffici del distretto derivanti dall’entrata in vigore delle nuove norme. Non risulta che l’imprescrittibilità dei reati commessi dopo il 1.1.2020 nell’ipotesi di condanna pronunciata in primo grado, abbia influito sui tempi di fissazione delle udienze di trattazione dei processi di appello, come era stato invece paventato prospettando l’ipotesi di un processo penale infinito. È comunque vero che le conseguenze della riforma si vedranno soprattutto tra qualche anno”.

I prospetti statistici ministeriali aggiornati alla data del 5 ottobre 2020 evidenziano ancora una percentuale troppo alta di processi di primo grado definiti con sentenze dichiarative dell’estinzione dei reati per prescrizione. “Sul punto questa Procura Generale – ha detto il Procuratore generale reggente – non può non rilevare le differenze che emergono tra i tribunali del distretto. Mentre i tribunali di Perugia e Spoleto, tra il monocratico ed il collegiale, hanno percentuali che si attestano intorno al 30 per cento (32,4 % Perugia 34,1 % Spoleto) il Tribunale di Terni ha una percentuale decisamente inferiore, pari al 4 per cento. In Corte di Appello la percentuale dei processi esauriti con sentenze di non doversi procedere per prescrizione è pari al 19,7 per cento sul totale dei processi definiti. Se dinanzi al Tribunale di Perugia e Terni in composizione monocratica, la percentuale si attesta intorno al 20 per cento sul totale dei processi trattati negli uffici GUP la percentuale dei processi definiti con i riti speciali rispetto ai decreti che dispongono il giudizio oscilla tra il 39,6 % di Perugia, il 55,6 % di Spoleto ed il 66,2 % di Terni. Il dato sembrerebbe positivo ma va purgato dall’alta percentuale di patteggiamenti che ha ad oggetto processi introdotti a seguito di opposizione a decreto penale, riguardanti il reato di guida in stato di ebbrezza per i quali la pena patteggiata è generalmente sostituita con il lavoro di pubblica utilità”.

E infine ha concluso dicendo: “Da ultimo questa Procura Generale non può non rilevare l’elevata professionalità dei magistrati della Procura della Repubblica di Perugia che hanno esercitato l’azione penale in due procedimenti aventi ad oggetto fatti di particolare gravità. Mi riferisco al procedimento che ha visto coinvolti i vertici della regione Umbria per vicende riguardanti alcuni concorsi nella sanità  ed all’altro procedimento che vede imputato, tra gli altri, un ex consigliere del CSM e che ha avuto ed ha una vasta eco mediatica per il fatto d’aver disvelato dinamiche e comportamenti inaspettati, ancor più gravi se ascritti a soggetti appartenenti all’ordine giudiziario”.


Clicca per ingrandire le foto



 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*