Aggressione al bar Baglioni, assolto per incapacità di intendere

Aggressione al bar Baglioni, assolto per incapacità di intendere

Aggressione al bar Baglioni, assolto per incapacità di intendere

Assolto per incapacità di intendere e volere, un uomo di 37 anni, originario del Brasile, è stato dichiarato non responsabile delle ferite inflitte a 80enne titolare del bar Baglioni, avvenute a giugno nel centro storico di una città italiana. Il fatto aveva avuto gravi conseguenze per la vittima, che aveva subito lesioni così serie da richiedere una prognosi di 40 giorni di cure.

La decisione è giunta in seguito ad un nuovo pronunciamento che ha confermato la condizione mentale compromessa dell’aggressore, che in passato aveva già affrontato un altro processo in cui, in un contesto diverso, era stato giudicato incapace di intendere e volere.  riportare la notizia è il Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Gabriele Burini e Francesca Marruco.

L’uomo, difeso dall’avvocato Dario Epifani, è in fase di scarcerazione. A seguito di questa nuova assoluzione, il giudice ha disposto il ripristino di una misura di sicurezza, già prevista in precedenza, che prevede la libertà vigilata e la partecipazione a specifici trattamenti psichiatrici. La misura, tuttavia, non risolve del tutto la questione, in quanto non prevede un’adeguata collocazione in strutture specializzate, come una Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), che potrebbe garantire un trattamento più mirato.

Nel precedente processo, l’uomo era stato accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna, anch’essa residente in una comunità con cui l’imputato condivideva lo stesso ambiente. Tuttavia, la presunta vittima non si è presentata in tribunale e non è stata mai ascoltata. Anche in quel caso, il 37enne era stato dichiarato incapace di intendere e di volere, sulla base di perizie psichiatriche che lo descrivevano come una persona affetta da gravi disturbi paranoici. A causa dell’assenza di una Rems in Umbria, il giudice aveva deciso di adottare una misura di sicurezza di tipo non detentivo, ma la mancanza di strutture adeguate ha impedito un trattamento completo.

Nel caso dell’aggressione al bar, l’episodio si è verificato in giugno. Il titolare del bar Baglioni aveva rifiutato di servire immediatamente il brasiliano, invitandolo ad aspettare l’apertura ufficiale del locale.

L’uomo, un clochard, si era recato regolarmente al bar dove veniva solitamente assistito con cibo e bevande. Tuttavia, quella mattina, l’attesa richiesta dal barista non era stata accolta positivamente dal brasiliano, che ha reagito con violenza. Non volendo aspettare qualche minuto, l’aggressore ha dato in escandescenze, cominciando a urlare e creando un ambiente di tensione.

Il titolare, preoccupato per la situazione, si è barricato all’interno del bar insieme alla moglie, chiudendo la porta per proteggersi. L’aggressore ha allora sfondato una vetrina con una sedia di ferro e ha iniziato a colpire ripetutamente l’anziano con la sedia. I colpi sono stati così violenti che il titolare è caduto a terra, per poi essere colpito un’ultima volta alla testa, facendolo cadere sul marciapiede. L’anziano, con varie ferite, è stato trasportato in ospedale, dove gli sono state diagnosticate lesioni gravi con una prognosi di 40 giorni di guarigione.

Nel giro di pochi minuti, l’aggressore è stato arrestato in Piazza IV Novembre dalle forze dell’ordine della polizia di Stato, che avevano ricevuto l’allarme e si erano immediatamente dirette sul luogo. L’uomo è stato poi trasferito nel carcere di Capanne, dove è rimasto fino alla giornata di ieri, quando il giudice ha emesso la sentenza di assoluzione.

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