Accoglie due profughe ucraine insieme ai loro 80 cani, la signora Lia ora chiede aiuto 🔴 VIDEO

Accoglie due profughe ucraine insieme ai loro 80 cani, la signora Lia ora chiede aiuto

La signora Lia Campriani, di 73 anni, sta subendo una grande ingiustizia, La signora Lia è titolare del Rifugio per cani Agrilia che si trova a Ponte Pattoli ed ospita cani abbandonati, maltrattati di ogni genere e razza. Lia da anni se ne occupa personalmente, anche con le donazioni di amici e amanti degli animali, poiché lei percepisce solo 350 euro di pensione. Il tutto emerge da una intervista realizzata da Umbriajournal all’avvocato Luca Maori, legale dell’anziana e dal contatto diretto avuto dalla nostra redazione con la 73enne.

La 73enne sta subendo ingiustizia

La 73enne sta subendo ingiustizia da due donne ucraine che da Leopoli sono scappate portando con loro gli 80 cani. Lia Campriani, inizialmente ha dato la piena disponibilità a dare asilo alle donne e ai quattro zampe. “Io ho ospitato nel mese di marzo, in seguito ad una richiesta di aiuto dell’associazione animalista, 82 cani ucraini che scappavano dalla guerra, accompagnate dalle due proprietarie” – dice la signora Campriani.

Sono cani di due allevamenti di Leopoli gestiti da due sorelle

“Io pensavo fosse una cosa molto bella, invece mi sono subito trovata in condizioni disagiate – spiega Lia. Le signore hanno cominciato a fare i loro comodi nella mia proprietà. Loro abitano al primo piano di casa mia, io le ho ospitate. Una cosa che non ho gradito è stata quella di tenere una cagna incinta con i suoi cuccioli per oltre un messe all’interno dell’appartamento. Io avevo detto che non volevo e mi hanno ignorato. In seguito a questo primo diverbio hanno cominciato a diffamarmi. Loro parlano russo e non ci capiamo bene, ma ho fatto capire che non ero d’accordo”.

Impossibile gestire tutti quegli animali

A causa di alcuni screzi e all’impossibilità di gestire tutti quegli animali, sì è trovata costretta a revocare la pratica di accoglienza. Perseguitata e diffamata. “Hanno mandato un sos in ucraino che poi mi è stato tradotto, dicendo che qui in Italia stavano malissimo, che potevano morire che io le avevo alloggiate in un appartamento con tanti topi. Se fosse vero se ne fossero già andate e invece non vogliono andar via, qui hanno trovato l’America – dice la signora Campriani. Mi diffamavano dicendo che io rubavo il cibo. Una situazione davvero disastrosa e soprattutto io vorrei la mia tranquillità data la mia età. Fanno di tutto e di più per irritarmi volutamente”.

La signora Lia chiede aiuto

La situazione per lei è diventata insostenibile e adesso si trova costretta ad agire per vie legali. Le istituzioni non sono riuscite a trovare collocazioni alternative e così la signora Lia si è rivolta alle forze dell’ordine e a un avvocato. Il legale Luca Maori ha prodotto due denunce per occupazione abusiva ai carabinieri di Ponte San Giovanni e alla Procura della Repubblica.

“La donna ha accolto le due ucraine per un tempo molto deciso – spiega l’avvocato Maori – in attesa che la protezione civile, il comune di Perugia e una parte della Regione Umbria dia una sistemazione diversa per le due donne e per i cani”.

Sono entrate in casa della Campriani e si sono impadronite della sua abitazione – dice Maori – senza pagare nulla. Mi sono mosso e ho chiamato l’assessore Luca Merli, dalla protezione civile solo parole senza fare mai nulla di concreto – aggiunge il legale -. La signora non ha più l’energia elettrica, perché non riesce a pagarla“.

L’assessore Merli è a conoscenza della situazione

“Mi dispiace, ho un grande rammarico che si siano create linee di frizione tra la proprietaria di Agrilia e le due ucraine. Purtroppo io con le mie deleghe non ho capacità di intervento in materia. Ad occuparsi è, invece, il consigliere Luca Valigi, presidente della consulta degli animali e confido, a breve, che la situazione si rassereni e si trovi una soluzione”.

Brigitta Favi, è a conoscenza della situazione

La dottoressa della Usl 1, Brigitta Favi, è a conoscenza della situazione. Gli animali per motivi sanitari si trovano in stato di quarantena. Si sta lavorando per trovare una sistemazione alternativa.

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