A “rischio” diritti, ucraino riavrà passaporto e non sarà estradato in Russia

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A “rischio” diritti, ucraino riavrà
passaporto e non sarà estradato in Russia

di Marcello Migliosi
Per effetto degli sviluppi della drammatica situazione riguardante l’Ucraina, e gli attuali rapporti tra la Federazione Russa e lo Stato del Presidente Volodymyr Zelens’kyj, la Corte d’appello di Perugia ha deciso di revocare la misura di divieto di espatrio disposta a carico di un cittadino ucraino. L’uomo, che il 20 ottobre 2021 era stato arrestato – per richiesta di estradizione della Federazione russa sulla base di un mandato d’arresto del 27 ottobre 2017 – tornerà in possesso del suo passaporto che gli era stato ritirato come pure viene revocata la misura di espatrio.

L’autorità russa contestava al cittadino ucraino – direttore di una fondazione – , nell’agosto 2011 si essersi appropriato indebitamente e di aver sottratto fondi per una somma di 28.723.405 rubli russi (pari a 400.000,00 euro circa) sul proprio conto corrente, con il pretesto di pagare un contratto mai effettivamente siglato.

A seguito dell’arresto, la Corte d’appello aveva all’epoca determinato la rimessione in libertà del cittadino ucraino, con applicazione della misura del divieto di espatrio e ne aveva disposto il ritiro del passaporto.

Con un provvedimento, datato 7 marzo 2022 la Corte d’appello perugina ha accolto – su parere conforme della Procura Generale diretta dal dottor Sergio Sottani – la richiesta dell’Ufficio per la cooperazione giudiziaria internazionale del Ministero della Giustizia, di revoca della misura del divieto di espatrio disposta a carico del cittadino. E ha ordinato la restituzione del passaporto e degli altri documenti eventualmente a lui ritirati.

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