Vissani esulta: Unesco consacra la cucina italiana autentica

Vissani esulta: Unesco consacra la cucina italiana autentica
Foto da Facebook Casa Vissani

Un riconoscimento che respinge mode e celebra prodotti territoriali

Baschi, 10 dicembre 2025 – Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco viene salutato da Gianfranco Vissani con parole nette e senza filtri. Per lo chef umbro, maestro della tradizione gastronomica nazionale, la decisione rappresenta un “vaffa” alla cucina molecolare e alle derive tecnicistiche che negli ultimi anni hanno allontanato il cibo dalla sua essenza, come riporta il comunicato di Ansa.

Vissani sottolinea come questa vittoria sia straordinaria per l’Italia dei territori e dei prodotti autentici, quelli che nascono dalla terra e raccontano storie di comunità. Non si tratta soltanto di un riconoscimento simbolico, ma di un ritorno al cuore del mangiare: nutrire, far star bene, condividere. “Abbiamo vissuto stagioni in cui il contatto con il cibo si è smarrito – osserva – tra sperimentazioni esasperate e costruzioni scenografiche che poco avevano a che fare con la cucina quotidiana. Oggi invece l’Unesco premia una tradizione che valorizza ingredienti sani, stagionali, cucinati al momento”.

La cucina italiana non è un esercizio di stile, ma un patrimonio vivo che si fonda sulla semplicità e sulla capacità di trasformare la materia prima in piatti che parlano di luoghi e persone. Vissani richiama l’importanza del “mangiare espresso”, del piatto cucinato e servito senza artifici, capace di trasmettere identità e sapore. È un invito a riscoprire la convivialità, a sedersi attorno a una tavola che diventa spazio di relazione e di cultura.

Il riconoscimento Unesco, secondo lo chef, responsabilizza l’Italia intera, non si tratta solo di eccellenza gastronomica, ma di un sistema che intreccia agricoltura, salute e tradizione. Ogni ricetta custodisce un sapere antico, ogni prodotto racconta un territorio, ogni gesto culinario diventa parte di una memoria collettiva.

La cucina molecolare, con le sue sperimentazioni estreme, viene relegata a moda effimera, incapace di rappresentare la sostanza del mangiare quotidiano. L’Unesco, invece, ha scelto di premiare la cucina che nasce dalla terra e dalle stagioni, che si tramanda nelle famiglie e nelle comunità, che si riconosce nei mercati e nelle sagre, nei pranzi domenicali e nelle feste di paese.

Per Vissani, questa vittoria è anche un segnale di speranza: l’Italia può tornare a essere punto di riferimento mondiale non solo per la bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi monumenti, ma per la forza di una tradizione gastronomica che unisce cultura e benessere. “Mangiare bene significa mangiare vero – conclude – significa rispettare la natura, raccontare un luogo, condividere un momento. È questo che oggi il mondo riconosce alla cucina italiana”.

 

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