Mostra a Perugia celebra cinquant’anni di arte di Paladino
La Galleria Nazionale dell’Umbria presenta, a partire dal 10 ottobre 2025, un intervento unico di Mimmo Paladino sul Polittico Guidalotti di Beato Angelico (1447-1449). L’artista campano, tra i più influenti a livello internazionale, ha realizzato una reinterpretazione contemporanea delle tavole dorate, trasformando la sacra conversazione tra Vergine, Bambino e Santi in presenze enigmatiche attraverso inserti materici e un linguaggio visivo personale.
L’opera, visibile al pubblico senza la cornice originale del 1915, include una predella che rimanda ai paesaggi umbri, con riferimenti alla natura, alla geometria e al corpo umano. La tecnica mista su tavola, appositamente concepita per la Galleria, segna un dialogo tra tradizione e contemporaneità, enfatizzando il rapporto tra storia dell’arte e sperimentazione moderna.
Questa esposizione anticipa l’omaggio che l’Umbria dedicherà a Paladino, celebrandone la carriera e il legame con i territori locali. Tra gli eventi collaterali figurano le Luminarie di Natale su Corso Vannucci, frutto della collaborazione tra Musei Nazionali di Perugia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Comune di Perugia e Fondazione Perugia.
Dal 8 novembre 2025 al 18 gennaio 2026, tre sedi prestigiose ospiteranno un’antologica completa dell’artista: la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, la Rocca Albornoziana di Spoleto e il Palazzo Ducale di Gubbio. La mostra, curata da Costantino D’Orazio e Aurora Roscini Vitali in collaborazione con Paladino, raccoglie oltre 40 opere provenienti da musei italiani e stranieri e da collezioni private.
L’esposizione ripercorre l’intera produzione dell’autore, dalle sperimentazioni degli anni Settanta, passando per la figurazione degli anni Ottanta, fino alle più recenti opere scultoree e pittoriche. Ampio spazio è dedicato ai lavori di grande formato e alle installazioni che invadono lo spazio, evidenziando la capacità di Paladino di unire linguaggio visivo tradizionale e innovazione.
L’iniziativa conferma il ruolo di Paladino come figura di riferimento nell’arte contemporanea, capace di reinterpretare capolavori storici, rendendoli accessibili e coinvolgenti per il pubblico moderno. La mostra costituisce un’occasione unica per osservare l’evoluzione di un percorso artistico lungo cinquant’anni, tra memoria storica, sperimentazione e dialogo con il territorio umbro.

Commenta per primo