Giannangeli: servono misure urgenti su crediti e ZES regionali
La CNA Umbria lancia un allarme forte e diretto: senza il ripristino della piena possibilità di compensare i crediti di imposta con i contributi Inps e Inail, molte imprese rischiano una crisi di liquidità. A denunciarlo è il direttore regionale Roberto Giannangeli, che richiama l’attenzione sull’articolo 26 del disegno di legge di Bilancio 2026. Dal 1° luglio 2026, infatti, solo i crediti derivanti dalla liquidazione delle dichiarazioni fiscali potranno essere utilizzati in compensazione, escludendo bonus casa, Industria 4.0, Transizione 5.0, accise sul gasolio e perfino i benefici legati alla ZES Umbria-Marche.
Secondo CNA – come scrive La Nazione – , i settori più colpiti saranno edilizia, autotrasporto e manifattura. Le imprese delle costruzioni, già provate da utili in calo e da un trend negativo destinato a proseguire, rischiano di non poter più valorizzare i crediti accumulati. Le aziende di trasporto, con margini ridotti, non potranno compensare le accise sul carburante, mentre la manifattura vedrebbe vanificati gli investimenti tecnologici realizzati con i programmi di innovazione.
La questione riguarda anche la ZES, appena introdotta in Umbria e Marche. CNA chiede una revisione della lista dei Comuni inclusi, giudicata incoerente: Bastia Umbra sì, Cannara no; Foligno sì, Bevagna no. L’associazione propone di estendere i benefici alle aree industriali di tutti i Comuni umbri, per rendere lo strumento realmente utile.
Il decreto attuativo approvato il 19 novembre 2025 consente di richiedere agevolazioni per investimenti effettuati fino al 15 novembre 2025, ma le risorse disponibili – circa 30 milioni di euro – sono considerate insufficienti. La reintroduzione di iper e super ammortamento prevista nel Bilancio 2026 potrà compensare solo in parte, favorendo soprattutto le imprese più grandi.
Giannangeli sottolinea che, accanto agli incentivi per investimenti superiori a 200mila euro, è indispensabile una politica regionale mirata alle piccole imprese, con misure per digitalizzazione, autoproduzione energetica e sostegno alla produttività. «Sono queste realtà – conclude – a costituire l’ossatura del sistema imprenditoriale umbro e a garantire occupazione stabile».

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