Una nuova mostra a Palazzo Sorbello «A tavola nel Settecento. Dai palazzi alle osterie»

Una nuova mostra a Palazzo Sorbello «A tavola nel Settecento. Dai palazzi alle osterie»

Una nuova mostra a Palazzo Sorbello «A tavola nel Settecento. Dai palazzi alle osterie»

di Antonella Valoroso
Raccontare attraverso oggetti d’arte e testimonianze d’epoca l’esperienza della convivialità nel XVIII secolo, quando le tavole dei nobili si arricchiscono di preziosi manufatti di porcellana, i viaggiatori del Grand Tour sperimentano, non sempre felicemente, il cibo del bel paese, e in Europa e in Italia si diffonde il consumo di nuove bevande quali il caffè, il tè e la cioccolata.

È questo l’obiettivo della mostra «A tavola nel Settecento. Dai palazzi alle osterie», inaugurata martedì 26 marzo nelle sale dell’antica biblioteca di Palazzo Sorbello.

Nata da un’idea di Ruggero Ranieri, presidente della Fondazione Ranieri di Sorbello, la mostra si articola in tre sale in cui si possono ammirare documenti e porcellane di rara bellezza, come la splendida zuppiera decorata con fiori orientali prodotta a Meissen intorno al 1730 che campeggia sulla copertina del catalogo e che nel percorso espositivo dialoga con le creazioni originali delle Grimm Twins Ayumi Makita e Barbara Lachi.

«La mostra -ha spiegato Diego Brillini, curatore dell’allestimento insieme a Claudia Pazzini- intende valorizzare la ricchissima collezione di porcellane, soprattutto settecentesche, che fanno parte dei patrimonio della famiglia Bourbon di Sorbello. Tra queste spicca il monumentale servizio da tavola Ginori decorato con paesaggi color porpora: oltre quattrocento pezzi realizzati dalla manifattura fiorentina nell’arco di tre anni, dal 1793 al 1796».

Una parte delle porcellane Ginori è stata infatti utilizzata per offrire ai visitatori il bel colpo d’occhio di una preziosa tavola nobiliare apparecchiata secondo la moda in uso nel Settecento, secolo in cui si prediligeva il cosiddetto «servizio alla francese» e gli ospiti potevano entrare in sala da pranzo soltanto dopo che la tavola era stata imbandita.

Insieme alle raffinatezze delle tavole aristocratiche e borghesi sulle quali, nel secolo dei Lumi, trovano sempre più spazio le stoviglie per la somministrazione e la degustazione delle nuove bevande esotiche -tazze, tazzine, caffettiere, cioccolatiere e teiere- viene presentata anche la realtà ben più prosaica delle osterie e delle locande descritte nei resoconti dei viaggiatori stranieri che, disgustati dalle pietanze che gli venivano proposte, spesso preferivano andare a letto senza cena, come ha raccontato il prof. Alberto Sorbini nel suo intervento durante la presentazione della mostra. È questo il caso della poetessa inglese Anna Miller che nel 1771 percorre la penisola italiana insieme con il marito e sperimenta più di una disavventura gastronomica. Tra le poche eccezioni a un quadro desolante la poetessa registra i pasti fatti a Bologna, a Napoli e in una locanda sul passo della Somma, fra Terni e Spoleto, dove, restando nella sua carrozza, ha modo di gustare prosciutto di cinghiale accompagnato da scaglie di tartufi e un ottimo ragù.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni, fino alla fine dell’anno, all’interno del percorso di visita guidata alla Casa Museo, oppure come sezione autonoma in orario mattutino con ingressi alle 11:00 e alle 13:30.

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