“La Grande Magia” di Eduardo in scena a Perugia al Morlacchi

“La Grande Magia” di Eduardo in scena a Perugia al Morlacchi

Due serate tra illusioni e crisi delle relazioni umane

di Antonella Valoroso

La stagione teatrale 2025/2026 del Teatro Morlacchi di Perugia prosegue con uno degli appuntamenti più attesi: La Grande Magia di Eduardo De Filippo, in scena mercoledì 1 aprile alle 20.45 e giovedì 2 aprile alle 19.30. Un’occasione imperdibile per riscoprire un classico del teatro italiano in una chiave moderna, capace di parlare direttamente alle inquietudini del presente.

Lo spettacolo, diretto da Gabriele Russo, vede protagonisti Natalino Balasso nel ruolo di Calogero Di Spelta e Michele Di Mauro in quello del misterioso mago Otto Marvuglia, affiancati da un ricco cast.

Scritta nel 1948, La Grande Magia è una delle opere più complesse e visionarie di De Filippo. La commedia ruota attorno a un inganno orchestrato durante uno spettacolo di magia: Marta, moglie di Calogero Di Spelta, approfitta di un trucco del mago Otto Marvuglia per fuggire con l’amante, lasciando il marito solo con una scatola.

Marvuglia convince Calogero che la moglie sia ancora viva, “contenuta” proprio in quella scatola, e che potrà riapparire solo se lui continuerà a crederci. Da qui nasce un paradosso drammatico e filosofico: l’uomo, incapace di accettare la realtà del tradimento, sceglie di vivere nell’illusione.

La forza dell’opera sta proprio in questo conflitto tra verità e finzione. Eduardo costruisce una riflessione profonda sulla fragilità umana, sulla paura di affrontare il reale e sulla tendenza a rifugiarsi in certezze costruite. Il protagonista diventa così simbolo di un’umanità smarrita, disposta a negare l’evidenza pur di non crollare.

Nella regia di Gabriele Russo, la commedia assume un significato ancora più attuale. Calogero Di Spelta è rappresentato come un uomo ossessionato dal controllo e incapace di amare davvero, mentre il mago Marvuglia diventa una figura ambigua, sospesa tra manipolatore e creatore di illusioni.

Il continuo scambio tra realtà e finzione genera un cortocircuito che coinvolge personaggi e spettatori, mettendo in discussione ogni certezza. La domanda centrale resta sospesa: cosa è vero e cosa è falso?

Come sottolinea il regista, si tratta di una “commedia nera, squilibrata, sospesa e caotica”, capace di rispecchiare il nostro tempo, segnato da incertezze e relazioni fragili. “Fra tutti i testi di De Filippo, – puntualizza Gabriele Russo- La Grande Magia è quello più necessario oggi per i temi che affronta e per le relazioni che propone, perché è una commedia squilibrata, sospesa e caotica come il tempo in cui viviamo; una commedia nera, a tratti drammatica, così ambigua e scivolosa, priva di retorica, appesa fra realtà e finzione, fra fede e disillusione, teatro e vita, vero e falso.”

Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione Teatro di Napoli – Bellini in cordata con il Teatro Biondo Palermo, e il Teatro Nazionale dell’Emilia Romagna.

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