Riportare a Terni i beni culturali e i reperti archeologici legati al territorio
Riportare a Terni i beni culturali e i reperti archeologici legati al nostro territorio ma conservati o esposti in vari musei lontano dalla nostra città, come accaduto due anni fa per la statua del Telamone, potrebbe essere più facile attraverso l’adesione del Comune di Terni ad un progetto appena lanciato dal Ministero della Cultura che permetterebbe anche l’intera copertura economica delle spese di imballaggio, di trasporto ed eventuale restauro.
di Michele Rossi
Partendo dal presupposto che moltissimi sono i capolavori chiusi nei depositi di grandi musei italiani e che, pur meritandolo, non hanno alcuna possibilità di esposizione e di essere così ammirati dal pubblico, il Mic (Ministero della Cultura) in collaborazione con la RAI ha lanciato un interessante progetto con l’obiettivo di valorizzare alcune testimonianze artistiche preziose relegate nei depositi dei principali musei italiani, affidandole alle collezioni di musei più piccoli.
Il progetto prevede che 100 opere (tra dipinti, reperti archeologici, sculture, oggetti d’arte) dai depositi di 14 tra i musei più importanti d’Italia (dagli Uffizi di Firenze, al Museo di Capodimonte, dal Museo di Brera alla Galleria Borghese fino al Museo Archeologico di Napoli) vengano affidate, con un prestito a lungo termine, ad istituzioni di piccole realtà territoriali (Musei comunali e regionali) così da renderle finalmente fruibili al pubblico.
In pratica si tratta di una complessa operazione di politica culturale volta alla valorizzazione del patrimonio in maniera diffusa su tutto il territorio nazionale, che segue il principio della “restituzione”, riportando cioè le opere confluite nei principali musei italiani nei luoghi e nelle città a cui sono culturalmente legate. (simile all’operazione “ritorno del Telamone”)
Da quanto è dato sapere entro febbraio è prevista la consegna delle prime 36 opere; questo “ritorno a casa” è soltanto la fase iniziale di un più ampio programma lanciato dal Ministero della Cultura; per questo motivo esiste una banca dati della Direzione Generale Musei che ha già raccolto quasi 4000 opere provenienti dai depositi di oltre 90 musei statali, selezionate tra quelle potenzialmente coinvolte in una futura restituzione ai territori.
Questa prima fase dell’operazione è stata finanziata dal Mic (Ministero della Cultura) con un milione di euro. Serviranno per le spese di imballaggio e trasporto e l’eventuale restauro.
Fa enormemente piacere constatare che il Mic (Ministero della Cultura) intende estendere a livello nazionale ciò che, con grande lavoro di squadra e sensibilità di tutte le parti coinvolte,è accaduto per il ritorno a Terni del Telamone.
La non facile operazione che ha permesso solo due anni fa il ritorno della preziosa statua del Telamone, ritrovata a Terni quasi 50 anni fa e da allora lontana, è da considerarsi quasi precorritrice di quanto programmato ora dal Mic (Ministero della Cultura) e voluto dall’attuale Ministro Dario Franceschini. L’intento che ha guidato la restituzione del Telamone è lo stesso del progetto del Ministero; il fine è di far tornare le opere d’arte e archeologiche nei luoghi in cui (per cui) furono realizzate, favorendo così la possibilità che queste possano diventare nuovi simboli culturali per quei territori e al contempo poter andare incontro anche all’esigenza di decongestionare le grandi città d’arte e indirizzare i flussi turistici nelle città più piccole, immaginando nuovi percorsi attrattivi e nuovi itinerari turistici.
Con queste premesse, considerando che tanti sono i beni culturali della nostra città conservati o esposti altrove a cominciare dai rinvenimenti delle due necropoli di San Pietro in Campo e dell’acciaieria ed oggi conservati nelle sale e nei depositi del Museo di Villa Giulia in Roma, ho inteso presentare una interrogazione al fine di spingere l’esecutivo a cogliere la grande opportunità di questo progetto ministeriale. Perché gli uffici comunali prendano immediatamente contatto con il Ministero affinché, verificate le condizioni necessarie, i Musei Civici di Terni possano rientrare nel progetto “100 opere escono fuori dai depositi museali” e candidarsi ad accogliere così nuove opere d’arte legate al territorio ma relegate altrove.

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