Monteluce ritrova la sua festa: musica, tradizione e un Ferragosto nel segno di Francesco
Dal 13 al 16 agosto la Festa di Monteluce è tornata ad animare il quartiere. Grande partecipazione per il Ferragosto e per il doppio appuntamento musicale diretto dal maestro Fabio Afrune, tra tradizione, contemporaneità e prime esecuzioni assolute
di Antonella Valoroso
Perugia, 17 08 2026 – È tornata al suo antico splendore la Festa di Monteluce, appuntamento che dal 13 al 16 agosto ha riportato nel quartiere perugino un pubblico numeroso e trasversale, coinvolgendo diverse generazioni in un programma capace di unire devozione, memoria, cultura, musica e intrattenimento.
Piazza Monteluce e Piazza Cecilia Coppoli sono state il cuore della manifestazione, promossa dall’Associazione Culturale Il Bosco Sacro di Monteluce, dal Comitato Vivere Monteluce e dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta, con il patrocinio della Città di Perugia e il sostegno di istituzioni e realtà del territorio.
Ma è stato soprattutto sabato 15 agosto, giorno di Ferragosto, a rappresentare il momento culminante della festa, con un’intera giornata scandita da appuntamenti per tutte le età: dalla Fiera di Ferragosto allo street food, dalle mostre alla pittura sul sagrato, dalle fiabe animate alle letture dedicate alla memoria della festa di un tempo.
Alle 11 la celebrazione della Santa Messa, presieduta dall’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, monsignor Ivan Maffeis, ha segnato il momento religioso centrale della giornata. In serata, invece, la musica ha assunto un ruolo da protagonista, con un articolato percorso che ha accompagnato il pubblico dalla Chiesa di Monteluce fino a Piazza Cecilia Coppoli.
Il Concerto dell’Assunta tra tradizione e musica contemporanea
Alle 20.30, nella Chiesa di Monteluce, la Corale di Monteluce, insieme al quintetto di fiati dell’orchestra Atelier de Musique, ha dato vita al Concerto dell’Assunta, con la direzione di Emanuele Stracchi e Fabio Afrune e musiche dello stesso Stracchi, di R. Real, Arvo Pärt e Carlo Pedini.
Un programma che ha messo in dialogo la tradizione religiosa e la ricerca musicale contemporanea, particolarmente significativo anche nel contesto delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco.
«Il coro ha interpretato canti della tradizione delle Laudi – ha spiegato il maestro Fabio Afrune – e, nell’ambito dei festeggiamenti per l’ottocentenario della morte di Francesco, abbiamo avuto l’onore di essere diretti dal maestro Emanuele Stracchi per il suo Magnificat (Canticum Beatae Mariae Virginis), che ha scritto proprio per noi».
La prima parte del concerto si è conclusa con un momento particolarmente suggestivo: musicisti e pubblico hanno lasciato insieme la chiesa per raggiungere Piazza Cecilia Coppoli, trasformando il passaggio tra i due luoghi della festa in una vera e propria passeggiata musicale.
Due prime assolute e una prima italiana
Alle 21, in Piazza Cecilia Coppoli, è stata quindi la volta dell’Orchestra di Fiati Atelier de Musique, diretta da Fabio Afrune, con i clarinetti solisti di Giacomo Margaritelli e Luis Insulza Diaz.
Il programma comprendeva musiche di Gustav Holst, Amilcare Ponchielli, Emanuele Stracchi, M. L. Monllor i Mollà e R. Cristiano, con due prime assolute e una prima esecuzione italiana, una peculiarità che ha dato alla serata un particolare rilievo culturale.
«Abbiamo concluso il concerto in chiesa con una passeggiata che ha unito musicisti e pubblico per raggiungere Piazza Cecilia Coppoli dove si sarebbe esibita l’Orchestra di Fiati “Atelier de Musique” con un programma davvero ricchissimo di suggestioni musicali diverse – ha sottolineato il Maestro Afrune – Abbiamo eseguito in prima assoluta il brano Iter, della compositrice Rosi Cristiano, e Transitus Francisci, del compositore Emanuele Stracchi, oltre alla prima esecuzione italiana della compositrice spagnola Lusa (Maria Liz) Monllor, che, come i due compositori italiani, ci ha raggiunti per l’occasione».
Proprio la presenza di Lusa Monllor Mollà ha rappresentato uno degli elementi internazionali della serata. Originaria di Castalla, in provincia di Alicante, la musicista e compositrice, nata nel 1968, ha iniziato a studiare chitarra a sette anni con il padre, proseguendo poi gli studi di pianoforte e violino al conservatorio. Nel 1998 si è trasferita a Barcellona, dove ha frequentato il Taller de Músics, approfondendo improvvisazione, composizione e pedagogia musicale. Per il concerto di Monteluce ha scelto di proporre una Marcia Mora, caratterizzata da suggestioni di sapore arabeggiante.
Da un incontro sui social a una collaborazione internazionale
Durante l’intervista al maestro Fabio Afrune emerge anche una storia di collaborazione nata quasi casualmente e sviluppatasi nel tempo. «Con Lusa ci siamo conosciuti tre o quattro anni fa sui social – ha raccontato il maestro – perché ero alla ricerca di partiture nuove. Da una email è nata una bellissima collaborazione e organizziamo anche la Castalla Music Week, un piccolo festival a Castalla». Un rapporto che testimonia come la ricerca di nuovi repertori possa trasformarsi in un vero e proprio ponte culturale tra Italia e Spagna. Qiuest’anno la Castalla Music Week 2026 si è svolta dal 26 febbraio al 1° marzo all’Auditori de Castalla, con il patrocinio e la collaborazione della Diputación de Alicante e del Comune di Castalla.
È anche attraverso esperienze come questa che la Festa di Monteluce conferma una vocazione che va oltre la dimensione della festa di quartiere: custodire la tradizione e, nello stesso tempo, aprirsi alla produzione musicale contemporanea e al dialogo internazionale.
Dopo il concerto, la serata di Ferragosto è proseguita con la lotteria a premi, l’estrazione dei biglietti vincenti, la musica dei Konfusion Live Music e l’immancabile cocomerata di Ferragosto.
Una festa, dunque, capace di tenere insieme passato e presente: la devozione dell’Assunta, le memorie della Monteluce di un tempo, la partecipazione popolare e una proposta musicale di qualità.

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