L’Umbria Ensemble chiude la quinta edizione dei “Concerti del tramonto” sotto il segno di Mendelssohn

L’Umbria Ensemble chiude la quinta edizione dei “Concerti del tramonto” sotto il segno di Mendelssohn

di Antonella Valoroso
Tra l’incanto di un cielo degno delle più belle tra le tavole dal “divin pittore”, uno di quei paesaggi umbri in cui le nuvole hanno mille sfumature rosate, l’Umbria Ensemble ha deliziato il pubblico di residenti e turisti con le melodie di Boccherini e Mendelssohn. Quello dello scorso sabato è stato l’ultimo appuntamento della quinta edizione della rassegna “I Concerti del tramonto”, e a fare il bilancio della rassegna c’era l’assessore alla cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano: “Siamo ospitati ancora una volta nello splendido scenario del Convento di Monteripido e si può dire senz’altro cha anche questa quinta edizione della rassegna è stata un successo, con una fusione splendida tra ambiente, spiritualità, natura e musica”.

Le temperature non sono esattamente da “Notte di mezza estate”, come vorrebbe il titolo scelto per l’ultimo appuntamento musicale al tramonto ma, come osserva la maestra Maria Cecilia Berioli, l’importante è che il rischio pioggia sia stato scongiurato: “Sembrava dovesse scatenarsi l’inferno e invece il meteo ci ha graziato, ha voluto che il nostro pubblico potesse ascoltare anche l’ultimo dei tre appuntamenti in programma. Quest’anno c’è stato un vero crescendo: abbiamo iniziato con un sestetto, proseguito con un settimino e concludiamo con l’ottetto di Mendelssohn. È  stato un crescendo non solo dell’organico cameristico, ma anche di fedeltà e passione da parte del nostro pubblico. Evidentemente la proposta piace e con questa formula dei ‘concerti al tramonto’ siamo riusciti a sfatare il luogo comune secondo il quale la musica classica sarebbe un prodotto di nicchia. Le persone che ci seguono sono davvero tantissime e tra due settimane speriamo di ritrovarle tutte al primo appuntamento dell’ottava edizione dei “Concerti dell’alba”, in programma il 20 agosto ai Giardini Carducci”.

Mentre il vento tace e anche le cicale, per una volta, restano in silenzio, il concerto ha inizio con il “Quintetto in mi maggiore” di Luigi Boccherini, un componimento in quattro movimenti tra i quali il maestro lucchese, noto come “l’italiano di Spagna” per aver trascorso molti anni alla corte dei Borbone, ha avuto modo di incastonare anche il suo celeberrimo minuetto.

Il brano più atteso della serata è tuttavia l’“Ottetto in mi bemolle maggiore” per 4 violini, 2 viole e 2 violoncelli op. 20 di Mendelssohn, uno dei capolavori giovanili del musicista che lo completò a soli sedici anni nell’ottobre del 1825 per farne omaggio al proprio maestro di violino, il 23enne Eduard Rietz, in occasione del suo compleanno. L’autore scrisse sulla partitura autografa le seguenti parole: «L’Ottetto va suonato da tutti gli strumenti nello stile di un’orchestra sinfonica. I piani e i forti debbono essere rispettati attentamente e sottolineati con più forza di quanto si usa in opere di questo genere». In effetti l’Ottetto presenta una scrittura abbastanza complessa e rivela a tratti un respiro sinfonico.

La sua pagina più caratteristica è lo “Scherzo in sol minore” del terzo tempo, in cui si esprime la cifra espressiva del migliore Mendelssohn: semplicità e chiarezza accompagnate da una polifonia strumentale quanto mai leggera e impalpabile, in un quadro sonoro formalmente ineccepibile.

Ottima l’esecuzione dell’Umbria Ensemble (Angelo Cicillini, Cecilia Rossi e Silvia Alessio, violini; Luca Ranieri e Vincenzo Pierluca, viole; M. Cecilia Berioli e Catherine Bruni, violoncelli) e splendida prova per il primo violino di Birgitte Staernes, ospite d’eccezione della serata, “Volata dalla Norvegia a Perugia ‘senza giacca’ perché” -come ha sottolineato Berioli-. “L’Italia è il paese dei limoni, e si presume che l’estate sia sempre calda”.

In tempi di cambiamento climatico, purtroppo, non è possibile avere le certezze che si avevano ai tempi di Goethe ma, anche se i limoni non fioriscono più come una volta, l’Umbria Ensemble ha sicuramente fatto sbocciare la musica tra le mille sfumature del magico tramonto perugino.

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