La stella di Samara Joy fa sognare l’Arena Santa Giuliana a Umbria Jazz

La stella di Samara Joy fa sognare l’Arena Santa Giuliana a Umbria Jazz
ph Tommaso Benedetti

La stella di Samara Joy fa sognare l’Arena Santa Giuliana a Umbria Jazz

di Antonella Valoroso

Nel mondo del jazz vocale il percorso verso il successo è spesso lungo e incerto. Il sogno, però, resta sempre lo stesso: vincere un concorso di prestigio, impressionare la critica con un album d’esordio a poco più di vent’anni, ottenere un Grammy come Miglior Artista Emergente, collezionare riconoscimenti, calcare i palcoscenici più ambiti come la Carnegie Hall, registrare il tutto esaurito, partire per tournée internazionali e magari esibirsi sul palco di Umbria Jazz. Traguardi ambiziosi che, nella maggior parte dei casi, restano confinati nel regno delle aspirazioni.

Eppure, per Samara Joy, talento cristallino nato nel Bronx, quel sogno si è trasformato in una sorprendente realtà. A soli venticinque anni, Joy ha già conquistato la scena mondiale diventando una delle stelle più brillanti e promettenti della nuova generazione jazz. E lunedì sera è tornata a Perugia a illuminare l’Arena Santa Giuliana.

Il concerto si apre con «’Round Midnight» di Thelonious Monk, in un raffinato riarrangiamento firmato dal sassofonista Kendric McCallister. Bastano pochi minuti perché il pubblico venga travolto dalla magia della sua voce.

Sul palco, Samara ricorda con emozione la sua prima volta a Perugia, nel 2021, appena laureata: «Sono quattro anni di fila che partecipo a questo Festival, e mi sento decisamente a casa». In quattro anni, quella giovane cantante del Bronx è diventata una protagonista del jazz internazionale: ha vinto cinque Grammy Awards e pubblicato tre album, imponendosi come un punto di riferimento della nuova scena jazz.

Al pubblico dell’Arena dedica il brano «You Stepped Out of a Dream» («Sei uscito da un sogno»), tratto dal suo ultimo lavoro discografico, Portrait, un vero e proprio autoritratto musicale uscito lo scorso ottobre. Un progetto maturo e coeso in cui Samara, insieme ai sette straordinari musicisti che l’accompagnano dal vivo, si racconta in otto tracce, mescolando composizioni originali e riletture di standard con gusto, eleganza e intensità.

Sul main stage di Umbria Jazz 2025, Samara Joy ha sfoderato tutta la potenza espressiva della sua vocalità: intensa, raffinata, capace di fondere tecnica impeccabile e profondità emotiva. Ha condotto il pubblico in un viaggio musicale che riflette la sua evoluzione da interprete a compositrice, rendendo omaggio ai grandi del jazz — da Duke Ellington con «I Got It Bad (and That Ain’t Good)» a Billie Holiday con «Left Alone» — fino alla coinvolgente «No More Blues», con cui ha chiuso il concerto, lasciando il pubblico in piedi, emozionato e grato, con la promessa di ritornare presto: «Until next time!»

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