Paolo Conte e i 50 anni di Azzurro, ad Umbria Jazz l’omaggio alla canzone d’autore italiana

Un tour per celebrare i cinquant’anni di "Azzurro", il primo brano, interpretato allora da Adriano Celentano

Paolo Conte e i 50 anni di Azzurro, ad Umbria Jazz l'omaggio alla canzone d'autore italiana

Paolo Conte e i 50 anni di Azzurro, ad Umbria Jazz l’omaggio alla canzone d’autore italiana

di Luana Pioppi

Un tour per celebrare i cinquant’anni di “Azzurro”, il primo brano, interpretato allora da Adriano Celentano, che l’ha portato ad essere conosciuto in Italia e nel mondo. Sarà questo il filo conduttore del concerto che Paolo Conte terrà questa sera all’Arena del Santa Giuliana (ore 21,30) nella terza giornata di Umbria Jazz. L’artista di Asti eseguirà alcune delle sue canzoni più importanti che ha racchiuso in un doppio cd “Live in Caracalla – 50 years of Azzurro“, pubblicato nei mesi scorsi. Tra i brani è stato inserito “Lavavetri“, il nuovo regalo inedito di Paolo Conte, un singolare valzer a distanza di un anno da “Per me”, l’ultimo inedito pubblicato nella raccolta “Zazzarazaz”.

Questa sera ad Umbria Jazz molto probabilmente sentiremo, tratta dal primo cd, “Messico e Nuvole“, una delle canzoni più famose italiane, comparsa per la prima volta nell’album “La mia gente” di Enzo Jannacci con il titolo di “Mexico e nuvole” per poi essere riproposta da Paolo Conte, Fiorella Mannoia e da Giuliano Palma & the Bluebeaters (che l’hanno inserita nell’album Long Playing del 2005 facendone anche un video musicale). E poi ancora “Ratafià”, “Sotto le stelle del jazz”, “Come di”, “Alle prese con una verde milonga”, “Languida”, “Snob”, “Recitando”, “Eden”, “Sudamerica”.

Tratta, invece, dal secondo cd eseguirà sicuramente la famosissima “Via con me“, di cui ne hanno fatto alcune cover tra cui anche Roberto Benigni che l’ha inserita anche nella colonna sonora del film “Tu mi turbi”. Per poi riproporre la storica “Gli impermeabili“, brano del 1984 inserito nel suo sesto album intitolato “Paolo Conte”, e poi altri brani come “Dancing”, “Gioco d’azzardo”, “Madeleine”, “Max”, “Diavolo rosso”, “Le chic et le charme”, “Azzurro” e “Bye, music”.

Conte, sul palco del Santa Giuliana, sarà accompagnato dalla sua storica orchestra che, se sarà a Perugia in formazione completa, sarà composta da ben 14 elementi. Il concerto sarà un vero e proprio omaggio alla canzone d’autore italiana di cui l’Avvocato astigiano è da oltre cinquant’anni uno dei più amati e autorevoli interpreti. Tra Paolo Conte ed il jazz, inoltre, c’è sempre stato un rapporto stretto in quanto la storia musicale dell’artista è cominciata proprio come pianista e vibrafonista jazz. Perché in molte sue canzoni si sente chiaramente una cultura, un mood (ed una forma) jazz. Perché, soprattutto, del jazz c’è quell’inconfondibile profumo esistenziale, quel retrogusto di malinconica evocazione che ne rappresenta l’anima più autentica e profonda.

Non è un caso quindi che l’autore di “Azzurro” sia un frequentatore abbastanza assiduo e molto amato dei palcoscenici di Umbria Jazz. L’ultima volta fu nel 2015 con un concerto dedicato al promoter perugino Sergio Piazzoli, suo amico personale e amico di tutti quelli che amano la buona musica. Ancora prima, nel 2009, sempre all’Arena Santa Giuliana, andò in scena una splendida serata grazie ad una rilettura, con nuove orchestrazioni, delle sue canzoni più celebri e più eseguite. Nel 2001, un altro concerto, ma questa volta la location principale del festival erano i Giardini del Frontone ed i tempi erano quelli di “Razmataz”, il complesso progetto in cui il disco era la soundtrack di un lavoro multimediale che comprendeva anche una serie di disegni e bozzetti dello stesso Paolo Conte (che per l’occasione furono esposti in una mostra dentro la Rocca Paolina). Per l’esordio bisogna però andare indietro di parecchio, addirittura al 1984, in una situazione assolutamente particolare, quando Conte salì sul palco di Piazza IV Novembre con la Doctor Dixie Jazz Band e alcuni solisti molto speciali: Renzo Arbore, Pupi Avati e Henghel Gualdi (ci doveva essere anche Lucio Dalla, che diede forfait all’ultimo).

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