Impianto Phobos la Giunta Proietti difende la intera regione

Impianto Phobos, De Luca chiede il tavolo urgente al Governo

Il provvedimento di riesame fa discutere la città di Orvieto

La Giunta regionale dell’Umbria ha intrapreso un’azione amministrativa netta in merito all’impianto eolico denominato Phobos, situato nei territori comunali di Castel Giorgio e Orvieto. L’esecutivo guidato dalla presidente Stefania Proietti ha infatti stabilito l’apertura del procedimento volto al riesame in autotutela del silenzio-assenso che si era formato sul progetto.

L’avvio del riesame in autotutela

Questa decisione è supportata in modo compatto dai rappresentanti delle forze politiche di maggioranza del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e la lista civica Umbria Domani. I capigruppo regionali hanno sottolineato come tale passo rappresenti un preciso atto di responsabilità istituzionale a salvaguardia dei cittadini e dell’ecosistema locale.

Le contestazioni alla precedente amministrazione

In base a quanto espresso dalle forze di maggioranza in una nota ufficiale sottoscritta anche dai segretari della coalizione Un Patto Avanti, l’infrastruttura energetica aveva ottenuto il via libera amministrativo a causa dell’inerzia della passata legislatura della presidente Donatella Tesei. I firmatari rilevano che il silenzio-assenso si è perfezionato nel corso del 2023, ponendo in luce le mancanze della precedente gestione politica regionale. Di conseguenza, l’attuale amministrazione si trova a dover gestire una situazione complessa per rimediare a scelte ritenute penalizzanti per l’identità del territorio umbro.

Il contrasto istituzionale con il Governo

Oltre alle dinamiche interne alla regione, la coalizione a sostegno di Proietti critica aspramente l’operato dell’esecutivo nazionale guidato da Giorgia Meloni. La delibera del Consiglio dei Ministri approvata il 27 giugno 2023 ha concesso parere favorevole di compatibilità ambientale al progetto Phobos. Tale atto ha superato direttamente le valutazioni contrarie espresse dal Ministero della Cultura, configurandosi come una decisione discrezionale che non ha tenuto in considerazione le numerose obiezioni tecniche e paesaggistiche sollevate a livello locale. La maggioranza regionale ha quindi rivolto un sollecito formale a Palazzo Chigi per procedere all’annullamento in autotutela di quella delibera e per rivedere i ricorsi promossi contro le leggi regionali nate per regolamentare la pianificazione del suolo.

La via umbra alla transizione ecologica

Nonostante il fermo rifiuto del progetto Phobos nelle sue attuali modalità, la linea della Giunta rimane favorevole allo sviluppo delle fonti energetiche pulite. L’azione coordinata dall’assessore Thomas De Luca mira a definire una strategia di autonomia energetica e autoconsumo attraverso la normativa sulle aree idonee. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni regionali è il raggiungimento della transizione ecologica salvaguardando l’equilibrio del patrimonio ambientale. In questo quadro programmatico si inserisce anche la netta opposizione all’impianto di incenerimento approvato in precedenza, confermando una visione improntata sulla sostenibilità pianificata e sul rifiuto di interventi invasivi non concordati con le comunità locali.

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