Quattro giorni di concerti e cultura, da Lippiano a Gubbio
Il festival “Musica Senza Confini” celebra la sua ultima edizione con quattro giorni intensi, unendo la Valtiberina e il cuore pulsante dell’Umbria. L’evento, che ha incantato un pubblico numeroso, si è snodato attraverso i suggestivi borghi di Lippiano, Monte Santa Maria Tiberina e Gubbio, ponendo l’accento sul talento musicale locale. La manifestazione, a ingresso gratuito, ha offerto un programma che ha spaziato dai ritmi contemporanei del jazz alle riletture dei grandi classici, dimostrando come la musica possa realmente abbattere ogni barriera.
La prima tappa, il 22 agosto a Lippiano, ha visto protagonista il talentuoso trombettista umbro Riccardo Catria e il suo quartetto. Con il progetto “Mantra’s Dance”, il musicista ha offerto un’esperienza sonora ricca e avvincente, guidando il pubblico in un viaggio tra melodie originali e improvvisazioni virtuosistiche. A Monte Santa Maria Tiberina, l’arena di Poggio San Pietro ha accolto le esibizioni di sabato e domenica. Il 23 agosto il duo formato da Federico Gili alla fisarmonica e Lorenzo Bisogno al sassofono ha presentato un “viaggio sonoro” emozionante, mescolando sapientemente tradizione americana e composizioni contemporanee. La serata successiva, il 24 agosto, è stata invece all’insegna del jazz classico con il Lisa Primavera quartet, che ha omaggiato i maestri del genere con atmosfere suggestive, lasciando ampio spazio alla libertà creativa.
L’atto finale del festival si è consumato il 25 agosto a Gubbio, nel suggestivo chiostro di San Pietro, in collaborazione con “Gubbio no Borders”. La serata ha unito la musica alla cultura, proponendo un talk-show multimediale del giornalista Franco Bergoglio intitolato “Sassofoni e Pistole”, un’esplorazione del legame tra la musica noir e la letteratura. A seguire, la voce sublime di Lisa Manara, accompagnata dal pianoforte di Claudio Vignali e dalla tromba di Riccardo Catria, ha reso un sentito omaggio a Ornella Vanoni, un’icona della musica italiana. La chiusura del festival ha lasciato una scia di melodie, confermando ancora una volta la forza della musica come veicolo di aggregazione e come strumento per valorizzare la bellezza e il talento dei territori.

bella sta cosa di commentare eventi non ancora avvenuti, denota grande competenza! :-)