Elogiato da Fresu e Massimo Morganti il primo album da solista di Riccardo Catria
Elogiato da Fresu e Morganti – “Il flicorno e la tromba, spesso sordinata, sono l’estensione della sua anima che è giovane e colorata. Suoni interiori che egli esplica con un pensiero sottile che porta al canto e alla voce. Un’idea di bellezza che è scura, ma allo stesso tempo luminosa, melodica e ricercata come le sue composizioni che si muovono tra ballate e ritmi binari funk e pop”.
di Claudia Aliotta
Con queste parole Paolo Fresu, tra i più grandi trombettisti jazz della scena internazionale, ha descritto “Mantra’s Dance” il primo album da solista di Riccardo Catria, che a soli 24 anni si pone all’attenzione del panorama discografico italiano con un lavoro che spicca per l’identità artistica ben caratterizzata e originale che traspare dalle sue creazioni musicali.
Finalista all’edizione 2021 del Premio Massimo Urbani, vincitore qualche mese fa del Premio Giovanni Guidi, riconoscimento che gli ha dato la possibilità di esibirsi insieme al grande Ramberto Ciammarughi, Riccardo Catria è un astro nascente della tromba che non ha deluso le aspettative di chi nel mondo del jazz lo aveva già notato segnandosi il suo nome.
Così aveva fatto tempo fa infatti Massimo Morganti, eccellente trombonista, didatta, compositore e arrangiatore che tanto ha dato al jazz italiano, che ora a distanza di anni ha avuto la conferma delle grandi doti di quell’adolescente che suonava già in modo divino e che adesso ha spiccato il volo.
Come dichiara nelle note di copertine firmate insieme ad un’autorità indiscutibile come Fresu, Morganti è “rapito dal suo suono morbido, vellutato, che ricorda quello di due grandi maestri come Enrico Rava e Paolo Fresu”, e si trova ad ascoltare “ un compositore che compie il pregevole sforzo di essere melodico, se questo termine può avere ancora un senso. Otto brani, tutti originali ad eccezione del poetico omaggio al grande Kenny Wheeler, lirici, distesi, niente fretta, nulla da dimostrare se non che la musica è sotto controllo ed è in buone mani”.
Confermando quanto dicono di lui i prestigiosi padrini che hanno tenuto a battesimoil suo brillante debutto discograficopubblicato alla fine di giugno con la Wow Record, Riccardo Catria si pone in evidenza con una voce che lascia il segno con il timbro essenziale ed incisivo alla stesso tempo del suo strumento, ma anche per la sua capacità di costruire e modellare il materiale melodico, i riff e gli ostinati che percorrono i brani, idee plasmate e trasfigurate che diventano preziose trame che intrecciano in modo affascinante impasti sonori, ritmi e dinamiche.
I brani composti e arrangiati da Catria sono uniti da un continuum di suoni che viene accolto e rielaborato dagli splendidi musicisti che lo hanno affiancato nel concretizzare il suo pensiero musicale che, in modo raffinato e incisivo, cattura sin dal primo ascolto.
La squadra vincente di Catria è costituita da Lorenzo Francioli al pianoforte, Alessandro Bossi al basso elettrico e Nicola Pitassio alla batteria e grazie al loro contributo hanno preso vita brani di grande impatto come “Mr. Roy”, dedicato a Roy Hargrove e l’ipnotico “Mantra’s Dance”, ma anche la delicata ed intima ballad “Rose” insieme alle atmosfere evanescenti di “Acchiappasogni”. Completano il pregevole album perle come “Metapsicosi”, il latin “Riflessi”, l’avvolgente “Samsara” e l’omaggio a Kenny Wheeler “Kind Fok”.
Catria, che è anche un apprezzato arrangiatore, è stato finalista al concorso di Barga Jazz di qualche anno fa, ed ha firmato anche la veste musicale di alcuni brani presenti nell’ultimo album della storica Perugia Big Band “Playing the Italian Songbook” appena uscito sotto la direzione di Massimo Morganti coronando il traguardo dei 50 ani di attività.

Commenta per primo