All’Arena Santa Giuliana inizia lo show col Bollani Quintet e i Patagarri

All’Arena Santa Giuliana inizia lo show col Bollani Quintet e i Patagarri

Bollani e i Patagarri aprono Umbria Jazz 2025 a Perugia

di Antonella Valoroso 

È toccato a Stefano Bollani l’onore e l’onere di inaugurare il main stage dell’edizione 2025 di Umbria Jazz.

Artista dal talento poliedrico capace di muoversi con disinvoltura tra musica, radio, cinema e televisione, Bollani è arrivato all’Arena Santa Giuliana con il suo ultimo progetto, un quintetto da cui era lecito aspettarsi meraviglie: Larry Grenadier e Jeff Ballard al contrabbasso e alla batteria – in pratica la rodata sezione ritmica del Brad Mehldau Trio -, Vincent Peirani alla fisarmonica e Mauro Refosco alle percussioni.

Una formazione nuovissima -il gruppo ha debuttato infatti mercoledì scorso, il 9 luglio, a CarpinJazz- con un repertorio di brani composti appositamente per questa ennesima avventura musicale. «Sono pezzi talmente nuovi -commenta Bollani a inizio serata- che non li conosciamo bene neanche noi».

Nel corso del concerto diventa chiaro che i pezzi proposti sono stati praticamente cuciti su misura per valorizzare al massimo le peculiarità dei musicisti che compongono questo singolare «gruppo multietnico», ma a farla da padrona è stata soprattutto l’improvvisazione.

La fisarmonica e l’accordina di Vincent Peirani hanno regalato al pubblico dell’Arena atmosfere sognanti e malinconiche, ma non sono mancate le suggestioni brasiliane, il jazz più puro e anche un omaggio a un grande classico dei Beatles come «And I love her».

Nella seconda parte della serata il gipsy-jazz dei Patagarri, gruppo rivelazione dell’ultima edizione di X Factor ma sconosciuto alla maggior parte dei presenti, ha contagiato la platea che, dopo un paio di pezzi, si è trasformata un una pista da ballo. C’è da scommettere che di questi ragazzi -tutti under 30 e con alle spalle una gavetta fatta di esibizioni in strada e nei mercati rionali di Milano- si sentirà parlare ancora a lungo. «Essere qui stasera è un sogno -osserva Francesco Parazzoli, voce, tromba e frontman del sestetto- o forse un incubo. Avevamo pensato di modificare la scaletta per Umbria Jazz, ma poi abbiamo deciso di restare noi stessi e portare semplicemente la nostra musica». Uno stile un po’ cannibale in cui si mescolano jazz, swing, gipsy e cantautorato italiano. Canzoni che raccontano storie di un’umanità ai margini ma pronta a ‘salire su un caravan’ per andare alla ricerca di una vita più autentica e vera, sotto il segno della libertà.

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