Monte Santa Maria Tiberina, simposio sul grande Michelangelo Merisi

da Eiio Clero Bertoldi
Monte Santa Maria Tiberina, simposio sul grande Michelangelo Merisi
Tre impronte lasciate dalle dita delle mani del Caravaggio sulle proprie opere saranno mostrate al pubblico in occasione del simposio “Evidenza Caravaggio” che si terrà in due giornate (il 6 e 7 ottobre) a Monte Santa Maria Tiberina.

elio clero bertoldi

Le giornate di studio sono state presentate a palazzo Donini, sala Fiume, dall’assessore regionale Fernanda Cecchini, dal sindaco della cittadina altotiberina, Letizia Michelini e da Antonio Vignali, Massimo Gazzarri, Steven Brittan e Roberta Lapucci. Cosa c’entra Michelangelo Merisi, il Caravaggio, con Monte Santa Maria?

C’entra – ormai dal 2009 – perché il pittore, appena arrivato a Roma, trovò nel cardinale Francesco Maria Bourbon Ciocchi del Monte, della nobile casata altotiberina, il suo protettore e mecenate.

Il simposio di quest’anno si annuncia particolarmente importante non solo per i 18 qualificati esperti che vi interverranno, ma anche perché rappresenterà l’occasione per gettare le basi di una metodologia scientifica per l’autenticazione e l’attribuzione delle opere d’arte – fino ad oggi effettuata con una certa discrezionalità (il colpo d’occhio degli esperti) – attraverso l’uso delle nuove tecnologie. insomma con la raccolta di prove come avviene nelle aule di giustizia.

Il sindaco di Monte Santa Maria Tiberina, Letizia Michelini, ha sottolineato: “Le giornate di studio legate al mondo del Caravaggio sono andate crescendo negli anni in termini di successo, trasformandosi in un vero e proprio evento che richiama importanti studiosi ed appassionati. Contribuisce alla riuscita della manifestazione anche la formula di una iniziativa che unisce al convegno di studio e di approfondimento delle opere del Caravaggio, laboratori e mostre”.

La Michelini, nel ringraziare istituzioni, enti e sponsor che hanno reso possibile la manifestazione, tra i quali Slow Food che offrirà assaggi di prodotti tipici locali, ha annunciato che le economie derivanti dall’iniziativa verranno assegnate al canile comprensoriale dell’Alta valla del Tevere.

Il critico Antonio Vignoli, ha affermato che il simposio è diviso in due sezioni. La prima, sabato 6 ottobre, è dedicata alla parte documentaria e la seconda, domenica 7 ottobre, alla diagnostica, nel corso della quale saranno approfonditi gli aspetti tecnico esecutivi delle opere. “Il programma – ha sottolineato – si concentra in due giornate che saranno particolarmente interessanti, sia per il calibro dei relatori in programma che per le argomentazioni che verranno esposte.

Il presidente “Saci” di Firenze Steven Brittan, ha chiarito che “Evidenza Caravaggio” rientra nella lunga serie di collaborazione tra Saci e istituzioni pubbliche e private italiane e questo “nell’ambito della promozione dei legami tra Stati Uniti e Italia centrale sui temi della ricerca artistica, culturale e storica”. “Obiettivo di Saci – ha proseguito Brittan – è quello di promuovere l’interdisciplinarietà tra Arte e Scienza ed in questo ambito l’iniziativa di Monte Santa Maria Tiberina costituisce un appuntamento di assoluta rilevanza.

Saci – ha rimarcato – vanta una partecipazione attiva in questa iniziativa. Ha infatti, tra l’altro, progettato la veste grafica degli impaginati, realizzata attraverso il Programma di Graphic Design con concorso vinto da Shannon Pallatta e vede la partecipazione di docenti, assistenti e studenti del master program in art history, in qualità di conferenzieri al convegno”.

“Il titolo del Simposio, ‘Evidenza’ è stato scelto – ha chiarito la professoressa Roberta Lapucci – perché vorremmo esaminare le opere in maniera semplice, onesta, palese e certificata per potere provare, con rigore, che un’opera possa essere attribuita al Caravaggio. Avvertiamo la necessità di criteri metodologici uniformi per la lettura e interpretazione dei dati che si ispirino alle prove forensi. Da qui – ha aggiunto Lapucci – l’esigenza di strutturare la vasta mole di informazioni oggi esistente sugli aspetti tecnico esecutivi e su quelli documentari relativi al Caravaggio attraverso l’utilizzo di piattaforme informatiche evolute che possono aiutare gli storici e che debbono essere gestite da giovani studiosi più usi alle tecnologie digitali. Questo – ha sottolineato ancora – consentirà un approccio più moderno e scientifico anche alla parte di storia dell’arte che deve essere pura e non influenzata dalle dinamiche del mercato”.

“Nel convegno – ha poi affermato – verranno proposte griglie di lettura obiettive, metodi di acquisizione delle informazioni attraverso modelli algoritmici e elaborazioni dei dati con l’ausilio delle nuove tecnologie per fare un salto di qualità nella raccolta, elaborazione e valutazione delle informazioni.

Sono inoltre previsti – ha concluso – laboratori operativi di particolare interesse che riguardano la discussione ed esposizione di un potenziale autografo inedito del Caravaggio; l’analisi di laboratorio su una replica antica dei ‘Bari’; l’esecuzione, dalla preparazione fino alle velature finali, di una porzione di un’opera del Caravaggio da parte di un’artista contemporanea (Papadakis); l’esposizione di una copia moderna (a cura di Lazzeri) e di due nature morte eseguite nella bottega del Cavalier d’Arpino, dove il giovane Caravaggio collaborava nel fare fiori e frutta”.

Per ultima ha parlato l’assessore Fernanda Cecchini che ha esordito così: “Monte Santa Naria Tiberina è un comune piccolo demograficamente e geograficamente, ma ha una storia importante che continua a mantenere con iniziative di grande qualità, come questo Simposio”.

“Qui – ha proseguito Cecchini – troviamo quel valore aggiunto, dato dall’impegno di tutta la comunità, che ci restituisce due giornate di grande significato sia per gli studiosi che per quanti intendono avvicinarsi ad un artista straordinario come il Caravaggio. Un artista capace di esprimere nelle sue opere la potenza dei sentimenti.

Il programma del Simposio – ha proseguito Cecchini –, che vede la presenza di studiosi di chiara fama internazionale, testimonia il rigore scientifico di una iniziativa che ha la capacità di unire arte e scienza, come due aspetti congiunti della stessa realtà. In questa proposta – ha concluso – si inseriscono anche le nuove tecnologie come strumenti capaci di fare ordine e di consentirci di distinguere il vero dal falso. Insieme a persone autorevoli potremmo così conoscere, in uno dei borghi più belli dell’Umbria, uno dei più grandi artisti italianidi tuiti i tempi”.

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