Matteotti rivive in scena: il fascismo sotto esame civile

Matteotti rivive in scena: il fascismo sotto esame civile

A Perugia e Gubbio il teatro diventa memoria e denuncia viva

Di Antonella Valoroso

A cento anni dal brutale assassinio di Giacomo Matteotti, due artisti impegnati da sempre a fare della scena teatrale un’agorà di coscienza civile – Ottavia Piccolo e Stefano Massini -hanno scelto di ricordare una delle pagine più buie della nostra storia con le armi più potenti a loro disposizione: le parole, la musica, la memoria. Dal 12 al 16 novembre al Teatro Morlacchi di Perugia e il 21 novembre al Teatro Luca Ronconi di Gubbio, andrà in scena “Matteotti. Anatomia di un fascismo”. In scena ci sarà Ottavia Picciolo, che darà corpo, volto e voce al testo di Stefano Massini. La musica è affidata invece ai Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretti da Enrico Fink.

Lo spettacolo, diretto da Sandra Mangini e prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura, in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria, è un viaggio teatrale e musicale che intreccia testimonianza, storia e riflessione civile per non dimenticare quella che è una ferita ancora aperta del nostro Novecento. Con Matteotti. Anatomia di un fascismo, il teatro diventa una lezione di storia e di umanità che, a un secolo di distanza, parla ancora di noi e del silenzio che troppo spesso accompagna l’ingiustizia. Mentre le parole di Matteotti risuonano come un monito sempre attuale: “Io denuncio il sistematico uso della forza, la riduzione al silenzio delle voci dissenzienti, io denuncio all’Italia e al mondo intero che un mostro chiamato fascismo ogni giorno diventa più potente proprio grazie al silenzioso assenso di chi per pigrizia lo svaluta, lo legittima e non lo combatte!”

Massini, tra i più importanti drammaturghi contemporanei, costruisce un racconto che parte da un pomeriggio preciso — le 16.15 del 10 giugno 1924 — quando due testimoni assistono a una colluttazione in un’auto e a un oggetto che vola via: il tesserino del deputato Giacomo Matteotti. Da lì prende forma una narrazione che, attraverso l’interpretazione intensa di Ottavia Piccolo, scava nella sostanza di un male collettivo.

Il fascismo, ci ricorda Massini, non nasce mai come un fulmine nel cielo sereno: “il pericolo più grande è quello che non capisci, la malattia che non fa rumore, quella di cui sorridi”. Un sorriso che apparteneva anche al giovane “Tempesta” — il soprannome con cui Matteotti era conosciuto a Ferrara — quando denunciava la retorica dell’ordine e della paura, il consenso tiepido, il silenzio complice. Il risultato è un’anatomia morale del fascismo, ma anche un omaggio alla forza della dignità, quella che “non nasce dal corpo, ma da un senso profondo di sé che nessuno controlla davvero”.

Sul palco, la voce di Ottavia Piccolo dialoga con le musiche dal vivo dell’Orchestra Multietnica di Arezzo: Massimiliano Dragoni, Luca Roccia Baldini, Massimo Ferri, Gianni Micheli, Mariel Tahiraj ed Enrico Fink. I suoni, in equilibrio tra evocazione e urgenza, diventano parte del racconto, restituendo il respiro di un’epoca e la sua inquietante attualità. Perché Matteotti. Anatomia di un fascismo non è solo il racconto di un delitto politico, ma una radiografia della complicità e dell’assuefazione: quella zona grigia dove la libertà si perde non tra le urla, ma tra i silenzi.

Venerdì 14 novembre alle 17.30, l’appuntamento “Incontra i protagonisti” offrirà la possibilità di dialogare con la compagnia, seguito da una degustazione di vini offerta dalla cantina Pucciarella di Magione.
Sabato 15 novembre alle 18, presso il Centro Studi Sergio Ragni, il progetto “Mentre i grandi sono a teatro”, a cura della Cooperativa Densa, proporrà laboratori creativi per bambini e bambine, per rendere la serata teatrale un’esperienza condivisa anche in famiglia.

Prenotazioni al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria (075 57542222, lunedì-sabato 17-20).
Acquisti online su www.teatrostabile.umbria.it.

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