L’Umbria si candida regione ospite al Salone di Torino

L’Umbria si candida regione ospite al Salone di Torino

Prima volta per la regione al principale evento editoriale

La Giunta regionale dell’Umbria ha formalizzato la candidatura della regione come ospite d’onore al Salone internazionale del libro di Torino 2026. La proposta, accolta in risposta all’invito annuale rivolto agli enti regionali dall’organizzazione dell’evento, mira a offrire all’Umbria una vetrina nazionale ed europea inedita nel contesto della più importante manifestazione editoriale italiana.

La scelta di candidarsi si inserisce in una strategia istituzionale di valorizzazione del patrimonio culturale e letterario umbro, mai finora rappresentato in questo ruolo. Ogni anno il Salone seleziona una regione italiana e uno Stato europeo cui affidare una presenza privilegiata all’interno del calendario degli appuntamenti: cinque giornate fitte di presentazioni, tavole rotonde, incontri con gli autori, esposizioni tematiche e iniziative promozionali.

L’eventuale accoglimento della candidatura garantirebbe all’Umbria uno spazio centrale e strutturato nel cuore del Lingotto Fiere, sede torinese dell’evento. All’interno di questo spazio, la regione avrebbe l’opportunità di costruire un programma autonomo e coerente, in grado di raccontare la propria identità culturale e editoriale, valorizzando i protagonisti della scena letteraria locale e promuovendo le eccellenze produttive, artistiche e artigianali.

L’Umbria potrebbe così articolare una presenza che metta al centro le sue tradizioni letterarie, il lavoro degli editori indipendenti, le nuove forme di narrazione e le tendenze emergenti in ambito artistico e grafico. In particolare, la candidatura prevede una sezione dedicata al fumetto, all’illustrazione e ai linguaggi visivi come manga e graphic novel, settori sempre più rilevanti nel panorama editoriale e in grado di attrarre fasce giovanili e pubblico internazionale.

Oltre agli aspetti editoriali, l’ipotesi di partecipazione come regione ospite apre prospettive rilevanti per la promozione integrata del territorio. Il Salone rappresenta infatti un contesto ad alta visibilità, con oltre duecentomila presenze fisiche registrate nell’edizione 2025 e un seguito digitale in forte crescita, superiore ai sette milioni di contatti online. Numeri che rendono la manifestazione un’occasione strategica per raccontare anche l’Umbria turistica, le sue produzioni agroalimentari, il paesaggio culturale e l’offerta museale e performativa.

La partecipazione al Salone come ospite rappresenterebbe quindi un’opportunità trasversale, in grado di far convergere sotto un’unica cornice promozionale diversi ambiti dell’identità regionale. L’editoria diventa così lo strumento per veicolare una narrazione territoriale più ampia, che coinvolge istituzioni, operatori culturali, imprese creative e settore turistico.

Il Salone internazionale del libro di Torino, giunto alla trentasettesima edizione nel 2025, è riconosciuto come uno dei principali eventi culturali d’Europa. Nato nel 1988, il Salone si è affermato negli anni come spazio di incontro tra lettori, scrittori, case editrici, operatori culturali, insegnanti e studenti, con una forte propensione alla sperimentazione e all’inclusione.

Negli ultimi anni, la manifestazione ha ampliato il proprio pubblico e il raggio delle proposte, aprendo a nuovi linguaggi e formati editoriali e implementando percorsi accessibili anche alle persone con disabilità. Il suo carattere multidisciplinare, l’attenzione all’innovazione e la dimensione partecipativa rendono l’evento un contesto ideale per dare visibilità a territori che puntano su cultura e creatività come asset strategici di sviluppo.

Per l’Umbria, che non ha mai avuto finora il ruolo di regione ospite, si tratta di una possibilità nuova e significativa. La candidatura, approvata dalla Giunta regionale, assume il valore di un progetto di posizionamento culturale sul piano nazionale, finalizzato a consolidare la reputazione della regione nel campo delle industrie creative, dell’editoria e della produzione culturale.

L’iniziativa si colloca inoltre nel solco delle politiche di promozione integrata della Regione Umbria, che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio impegno nel sostegno a festival, rassegne, pubblicazioni e progetti legati al patrimonio immateriale. Il Salone di Torino diventerebbe, in questo senso, una vetrina privilegiata per mettere in rete le esperienze già attive e costruire nuove collaborazioni.

Se la candidatura verrà accolta, i mesi successivi serviranno a definire il progetto culturale da presentare a Torino: un programma che dovrà raccontare la pluralità dell’Umbria contemporanea, dai suoi grandi nomi della letteratura alle nuove generazioni di autori, dagli editori storici ai giovani sperimentatori, passando per i luoghi che costituiscono la trama del paesaggio culturale regionale.

La risposta del Salone è attesa nei prossimi mesi. In caso positivo, l’Umbria potrà iniziare un percorso di avvicinamento alla kermesse torinese, costruendo un’immagine coerente e attrattiva, capace di rappresentare la regione in modo unitario e innovativo. L’obiettivo è offrire un racconto che non sia solo promozione, ma anche proposta culturale, riflessione sui linguaggi del presente e apertura verso il futuro.

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