Le “voci” di San Sisto: un neopaese tra passato e futuro

Un documentario e un libro svelano l’identità di San Sisto

Le "voci" di San Sisto: un neopaese tra passato e futuro

Le “voci” di San Sisto: un neopaese tra passato e futuro

Il quartiere di San Sisto, uno dei più popolosi di Perugia, si racconta attraverso un progetto innovativo che include un documentario e un libro, frutto del lavoro degli studenti dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”. L’iniziativa, denominata AmMappa, è parte del più ampio progetto S.C.O.S.S.A., sviluppato dal Consorzio ABN in collaborazione con il Comune di Perugia, l’Associazione Carnevale “i Rioni” di San Sisto e con il supporto della Fondazione Perugia. L’obiettivo è stato quello di esplorare e rappresentare l’identità del quartiere, considerato dai suoi abitanti come un “neopaese”, una realtà urbana che sta cercando di ridisegnarsi tra passato, presente e prospettive future.

Il progetto culmina nella produzione di due opere: il documentario “San Sisto. Il quartiere-paese dei baci” e il libro “Sansisto. Documenti abitanti: film, suoni e dialoghi di quartiere”. Entrambi verranno presentati al PerSo Film Festival nelle giornate del 1° ottobre e del 5 ottobre 2024, un evento che offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi nella vita del quartiere attraverso le testimonianze e le esperienze dei suoi residenti.

Un percorso di studio e ricerca sul campo
L’iniziativa AmMappa nasce come un progetto di ricerca e produzione artistica coordinato dal professor Moreno Barboni, nell’ambito del corso di Etica della comunicazione del Biennio di Brand Design dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”. I partecipanti, attraverso uno studio approfondito del quartiere, hanno messo in luce le peculiarità di San Sisto. Il quartiere, originariamente nato come zona operaia, è oggi un’area complessa ma viva, con una forte coesione tra i suoi abitanti, che non lo percepiscono come una periferia marginalizzata, ma come un “neopaese”, un luogo in cui vivere e crescere.

Il lavoro sul campo ha coinvolto i residenti di San Sisto in una serie di interviste e dialoghi, per esplorare la loro percezione del quartiere e raccogliere testimonianze dirette. Queste voci sono state integrate in trenta videointerviste che costituiscono il cuore del documentario e del libro. Si tratta di una “mappa umana” di San Sisto, una fotografia dettagliata che riflette non solo il paesaggio urbano, ma anche l’interazione tra gli spazi fisici e le vite di chi li abita.

La presentazione delle opere
La presentazione ufficiale delle due opere si terrà in due momenti distinti. Il 1° ottobre, presso la Biblioteca Penna, verrà presentato il libro “Sansisto” con una performance vocale curata dal collettivo Mutazioni. Seguirà un buffet organizzato dal centro socioculturale Il Sole e dall’associazione I Rioni, per poi concludere la giornata con la proiezione del documentario al Teatro Brecht. A questo evento parteciperanno la sindaca Vittoria Ferdinandi, il vicesindaco e assessore alle politiche culturali Marco Pierini, l’assessora alle politiche sociali Costanza Spera e l’assessore all’agenda urbana Francesco Zuccherini.

Il secondo appuntamento si terrà il 5 ottobre al cinema Postmodernissimo di Perugia, con la proiezione del documentario alla presenza degli autori del libro e del film, offrendo così una seconda occasione di riflessione collettiva sulle storie del quartiere.

Il significato culturale e sociale del progetto
Il progetto ha una rilevanza che va oltre l’aspetto puramente artistico. La direttrice dell’Accademia di Belle Arti, Tiziana D’Acchille, ha sottolineato come queste iniziative permettano agli studenti di confrontarsi con il mondo esterno, uscendo dai confini della didattica tradizionale. Attraverso la ricerca sul campo e la produzione artistica, gli studenti acquisiscono competenze pratiche e si confrontano con le sfide del lavoro di gruppo e della realizzazione di un progetto complesso, che richiede una forte interazione con il pubblico e i destinatari finali dell’opera.

In questo contesto, l’arte diventa uno strumento per creare un dialogo con la comunità, un mezzo per esplorare e interpretare la realtà in modo critico e creativo. Il lavoro svolto a San Sisto rappresenta un esempio di “arte relazionale”, una pratica che unisce la ricerca artistica all’indagine antropologica e urbanistica, utilizzando anche nuove tecnologie per creare esperienze sensoriali attraverso video, suoni e installazioni specifiche.

Un futuro per San Sisto
Dalla ricerca è emerso un forte desiderio da parte dei residenti di San Sisto di vedere realizzata una nuova piazza nel quartiere, in sostituzione del parcheggio di piazza Martinelli, situata accanto al Teatro Brecht e alla Biblioteca Penna. Gli abitanti immaginano questo spazio come un punto di aggregazione culturale, capace di ospitare eventi come il Sound Sisto Live e altre iniziative che finanziano il Carnevale e attività sociali.

Il progetto, quindi, non è solo una riflessione sul presente, ma anche uno sguardo verso il futuro, immaginando San Sisto come una “biocittà”, un luogo dove la cultura, il verde e la partecipazione sociale possano intrecciarsi in modo armonioso.

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