La verità scolpita nel Giovane di Mozia scultura greca di Sicilia del V sec a. C.

E' un peccato che la scultura trovata in una colmata di Mozia abbia perso le due braccia

La verità scolpita nel Giovane di Mozia scultura greca di Sicilia del V sec a. C.

di Vanni Capoccia

Colpisce d’acchito la tunica trasparente indossata dal Giovane di Mozia, scultura greca di Sicilia del V sec a. C. È talmente leggera e impalpabile da aderire con una tale verità al suo corpo da renderlo d’una bellezza e d’una sensualità assoluta. Questo riesce a fare lo scultore del giovane di Mozia: a vedere la verità nel marmo e a scolpirla.

Ed è un peccato che la scultura trovata in una colmata di Mozia abbia perso le due braccia. Con esse si sarebbe potuta apprezzare ancora di più la naturalezza con la quale il giovane appoggia la sinistra sul fianco e capire cosa stia facendo con la destra. Se sia un dio greco o veramente un auriga nell’atto di sferzare i cavalli, in questo caso durante una parata come induce a pensare la posa da uomo di rango, l’elegante acconciatura e abbigliamento.

È probabile che non riusciremo mai a saperlo. Mentre la cosa che si percepisce di getto di fronte a questo capolavoro è che il Giovane di Mozia è di una bellezza attraente. Talmente vera e carnale da lasciare stupiti e non indifferenti nei confronti del suo corpo forte e sinuoso.

Vanni Capoccia

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