✍ I racconti – Tuffo nella storia a Tuoro sul Trasimeno con Annibale, Gaio Flaminio e un fantasma

 
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Tuffo nella storia a Tuoro sul Trasimeno con Annibale, Gaio Flaminio e un fantasma

Tuffo nella storia a Tuoro sul Trasimeno con Annibale, Gaio Flaminio e un fantasma

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Un tuffo nella storia antica, un pizzico di mistero e di giallo ed il fresco della sera, oltre che la bellezza incantevole dei luoghi. Ecco dei buoni motivi per fare un salto a Tuoro sul Trasimeno. Chi lo ha fatto, venerdì scorso, é rimasto estasiato. Ed era la prima sera che lo spettacolo veniva offerto dai figuranti della Pro Loco. Figuriamoci venerdì prossimo, 31 luglio e le altre due date (il 7 ed il 21 agosto) con la correzione di qualche particolare che si é rivelato non funzionale, quale successo avrà la camminata – non spaventatevi: é un chilometro o poco più di cammino alla luce della luna in questi giorni in fase crescente – fin quasi alla località di Sanguineto, il cui nome richiama la strage dei soldati romani caduti nell’agguato messo in atto da Annibale Barca, comandante cartaginese.

I visitatori-turisti sono affidati, in questa full immersion nella storia, a dieci figuranti tra i quali uno che interpreta Annibale (243 aC-183 aC), un altro che ha la parte di Gaio Flaminio Nepote (265 aC-217 aC), un altro ancora che svolge il ruolo dell’Arringatore (Aulo Metello, la cui statua bronzea, secondo alcuni sarebbe stata ritrovata in vocabolo Pila; altre – e sono annunciate novità definitive a breve – danno l’opera ritrovata nella frazione di Pila di Perugia), più la sorpresa (Veronica, una ragazza del luogo uccisa, il cui fantasma, si crede compaia nella casa abitata dal filosofo Teodorico Moretti Costanzi, 1912-1995).

La battaglia del Trasimeno venne combattuta la mattina del 24 giugno 217 aC, tra l’esercito romano e i punici rafforzati dai galli e da altri popoli iberici. Annibale, favorito dai luoghi (i monti da un lato e il lago dall’altro) preparò una trappola, che si rivelò efficacissima, all’esercito romano che provenendo dall’aretino pensava di inseguire i nemici, diretti verso Roma. Molti imputano la colpa della disfatta a Gaio Flaminio. Come se fosse stato poco prudente o poco esperto di strategia. Eppure Flaminio, che godeva di un ottimo “cursus honorum” (tribuno della plebe nel 232, governatore della Sicilia nel 227, console nel 223 con Publio Furio Filo, censore nel 220 ed ancora console nel 217 con Gneo Servilio Gemino), aveva sgominato i Galli Insubri (insediati nell’odierna Lombardia) e celebrato, il trionfo cinque anni prima dello scontro col barcide.

Il fatto é che la mentalità dei romani non contemplava astuzie e trappole: gli scontri in armi, fino a quel momento, venivano studiati sul campo aperto, faccia a faccia. Per cui l’imboscata di Annibale colse di sorpresa le legioni romane che vennero spazzate vie, letteralmente. Flaminio, secondo alcune fonti, sarebbe stato ucciso e decapitato da un gallo, Ducario e il suo corpo non venne mai ritrovato.

Chi si vuole prenotare per le date del 7 agosto e del 21 agosto, può chiamare il numero telefonico della Pro Loco (allo 075-825220 dalle 9.30 alle 12.30 di ogni mattina).

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