Giotto e San Francesco raccontano una rivoluzione di sguardi e di umanità

Giotto e San Francesco raccontano una rivoluzione di sguardi e di umanità

Giotto e San Francesco raccontano una rivoluzione di sguardi e di umanità

“Questa mostra rappresenta molto più di un grande evento espositivo. È un investimento sull’identità collettiva della nostra città e della nostra regione e un’occasione per rileggere una stagione straordinaria della nostra storia”.

Con queste parole la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi è intervenuta alla presentazione della mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, inaugurata alla Galleria Nazionale dell’Umbria.

Nel suo intervento la sindaca ha sottolineato il valore culturale e simbolico dell’esposizione, frutto di un ampio lavoro di collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.

“La grande partecipazione della città – ha detto – testimonia quanto Perugia riconosca il valore di questo progetto e quanto la Galleria Nazionale dell’Umbria sia sempre più un luogo attraversato e vissuto dalla comunità”.

Ferdinandi ha evidenziato come la mostra racconti una delle stagioni più feconde della storia artistica europea, quando tra la fine del Duecento e il Trecento l’Umbria divenne un crocevia internazionale di artisti, linguaggi e prospettive.

In questo contesto, ha ricordato la sindaca, si colloca il dialogo ideale tra il messaggio spirituale di San Francesco e la rivoluzione pittorica di Giotto.

“È una rivoluzione di sguardi e di linguaggi – ha affermato – che potremmo definire anche una rivoluzione di verità e di prossimità all’umano. San Francesco, con il suo gesto radicale di spogliazione, apre una strada nuova di vicinanza all’altro e di riconoscimento della dignità di ogni persona. Giotto traduce questa visione in immagini, dando peso ai corpi, profondità allo spazio, leggibilità alle emozioni”.

Nel suo intervento la sindaca ha inoltre ricordato il valore simbolico del luogo che ha ospitato la presentazione della mostra, la Sala dei Notari, nel Palazzo dei Priori, espressione di quella stessa stagione di straordinaria vivacità culturale che attraversò l’Umbria nel Trecento.

“Essere qui – ha sottolineato – significa ricordare quanto arte, etica, estetica e parola pubblica siano sempre state profondamente intrecciate nella storia delle nostre città”.

Infine, Ferdinandi ha richiamato l’attualità del messaggio francescano. “In un tempo attraversato da tensioni, conflitti e linguaggi segnati dalla violenza, la lezione di San Francesco continua a indicare una strada di pace, di dialogo e di fraternità. Questa mostra custodisce la forza di quella eredità e ci invita a guardare al futuro con la consapevolezza della nostra storia”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*