Al Teatro Secci riflessione su educazione, errori e valore dell’imperfezione
Il 6 dicembre 2025 il Teatro Sergio Secci di Terni ospiterà una serata speciale con Enrico Galiano, insegnante, scrittore e divulgatore tra i più seguiti in Italia. L’incontro, intitolato “Meglio veri che perfetti”, nasce dalla volontà dell’Assessorato alla Scuola e alle Politiche Educative del Comune di Terni di proporre un momento di riflessione collettiva sul ruolo della scuola e sull’importanza dell’autenticità in un tempo dominato dall’immagine e dalla ricerca ossessiva della perfezione.

La collaborazione con l’associazione Terni Città Futura ha reso possibile l’organizzazione dell’evento, rafforzando il legame tra istituzioni, associazionismo e comunità educativa. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di attività promosse dal Comune per stimolare il dialogo tra studenti, famiglie e insegnanti, in un contesto sociale dove i giovani si confrontano con pressioni crescenti e aspettative spesso irrealistiche.
Il messaggio centrale della serata è chiaro: in un mondo che spinge a “sembrare perfetti”, occorre riscoprire la bellezza della sincerità, dell’ascolto e dell’imperfezione come strumenti di crescita personale e collettiva. Galiano, con il suo stile diretto e poetico, porterà sul palco la quotidianità della scuola, raccontando emozioni, fragilità e il valore dell’errore come passaggio fondamentale per diventare sé stessi.
Enrico Galiano, nato a Pordenone, insegna lettere nella scuola secondaria ed è autore di romanzi tradotti in diversi Paesi. Con il suo esordio “Eppure cadiamo felici” (Garzanti, 2017) ha conquistato pubblico e critica, superando le 200.000 copie vendute. Tra i suoi titoli più noti figurano “Tutta la vita che vuoi”, “Più forte di ogni addio”, “L’arte di sbagliare alla grande” e “Geografia di un dolore perfetto”. Parallelamente alla scrittura, è diventato una delle voci più influenti nel panorama educativo italiano, con oltre 800.000 follower sui social e milioni di visualizzazioni grazie a contenuti che raccontano la scuola con ironia ed empatia. È anche ideatore della webserie Cose da prof, divenuta fenomeno virale e punto di riferimento per insegnanti e studenti. Durante la serata, il professore dialogherà con docenti, studenti e genitori su temi attuali come l’autenticità, l’uso consapevole delle tecnologie, il coraggio di sbagliare e la necessità di un’educazione che sia spazio di libertà e crescita condivisa.
L’assessore alla scuola Viviana Altamura ha sottolineato come accogliere Galiano a Terni sia un segno concreto della fiducia nel valore educativo della scuola. “La scuola non deve plasmare, ma accompagnare – ha dichiarato – e deve essere un luogo che accoglie e ascolta, non che giudica. In un tempo in cui l’immagine prevale sulla sostanza, Meglio veri che perfetti è una risposta potente: ci ricorda che l’errore è parte della nostra forza e che solo attraverso l’imperfezione si costruisce qualcosa di autentico”.
Altamura ha ribadito che la scuola deve insegnare a vivere insieme, ad accogliere la diversità e a non temere la differenza, diventando comunità educativa vera e generativa. Ha ringraziato l’associazione Terni Città Futura per la collaborazione e per la sensibilità dimostrata nel costruire un evento che parla non solo di scuola, ma di vita.
Il direttore artistico di Terni Città Futura, Michele Rossi, ha espresso soddisfazione per la partnership con il Comune, definendola un riconoscimento del valore culturale dell’associazione. Ha ricordato come già in occasione del concerto di Francesco Renga l’associazione abbia favorito la partecipazione di ragazzi seguiti dai servizi sociali, ribadendo la convinzione che musica e cultura debbano essere strumenti di inclusione e non occasioni riservate a pochi.
La serata con Galiano, come riporta il comunicato di Michele Rossi – si annuncia dunque come un evento capace di toccare corde profonde, parlando ai giovani ma anche agli adulti. L’autenticità, l’ascolto e il coraggio di sbagliare diventano i temi centrali di un dialogo che mira a restituire fiducia e libertà interiore alle nuove generazioni.

Commenta per primo